Bonaccini: «Dopo 12 anni Parma deve cambiare rotta»
La proposta di Pierluigi Bersani di un nuovo Ulivo piace anche ai segretari regionale e provinciale del Pd che rilanciano il progetto in chiave locale in vista delle amministrative del 2012. «Parma per noi è importantissima - dichiara Stefano Bonaccini, ospite ieri sera alla Festa democratica di Ravadese -. E se riusciremo a fare bene nelle prossime comunali, ci sono buone possibilità di interrompere 12 anni di governo di centrodestra».«Un governo - ha aggiunto il segretario provinciale, Roberto Garbi - che non si sta occupando dei problemi della città, che fa calare le decisioni dall’alto; non c’è confronto con i cittadini, che non a caso hanno dato vita a numerosi comitati di protesta. Grazie all’Ulivo possiamo offrire una proposta di governo valida e alternativa».Per farlo occorrerà «rilanciare il dialogo anche con le forze che ci hanno criticato, a partire dai movimenti civici, come il “Movimento 5 stelle” - aggiunge Bonaccini -, che ha raccolto molti voti, ma ha numeri troppo piccoli per determinare cambiamenti di governo». A livello nazionale non è esclusa la convergenza con l’Udc, «se non come alleanza, almeno come condivisione di alcune battaglie, come quella contro il processo breve», aggiunge il segretario regionale.C’è tanto da fare, ma il Pd «sta facendo un grande lavoro - sottolinea Bonaccini -, sta dialogando con la gente. A settembre saremo davanti alle scuole per confrontarci con famiglie, insegnanti, studenti. Stiamo gettando le basi per una realtà che si candida come nuova proposta di governo».Quello che, secondo i dirigenti del Pd, è chiaro è che la crisi politica a livello nazionale si ripercuoterà sugli equilibri locali.«L’aria sta cambiando - dice Albertina Soliani -: Berlusconi dovrà venire in Parlamento per verificare se esiste ancora una maggioranza, ma è una situazione che non reggerà ancora per molto. Quando il sistema crollerà, - che ne sarà di questa amministrazione legata mani e piedi alla maggioranza di governo?». «Un’amministrazione - rincara Garbi - che si definisce civica, ma ha appena assegnato al capogruppo del Pdl, Luigi Villani, la vicepresidenza del comitato esecutivo di Iren. Scelta legittima, però sarebbe interessante chiedere a Vignali in base a quali criteri tecnici è stata fatta». E una domanda Garbi ce l’ha anche per il consigliere del Pdl: «Intende dimettersi, così da svolgere il suo incarico senza equivoci e in totale trasparenza? Non ci sono norme che vietano la sua nomina, ma per un amministratore che ha sempre criticato la casta sarebbe stato indice di buon senso rifiutarla».L.U.
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