8 settembre 1943: un giorno di Resistenza
Parma, 8 settembre 1943: una bimba dagli occhi grandi si avvicina a un giovane soldato. «La guerra è finita - esclama - l’hanno detto anche alla radio». L’ufficiale sorride, le carezza i capelli e annuisce, ma in cuor suo sa che in quell’istante è iniziata la guerra vera. Già, perché quel gracchiante annuncio d’armistizio proclamato da Badoglio poco dopo le 20, segna anche l’inizio della Resistenza per l’Italia intera. Parma, 8 settembre 2010: quel «giovane» soldato ha compiuto 86 anni. «Sono Renato Lori del Battaglione Gemona dell’ottavo Reggimento Alpini». Si è presentato con queste parole e una calorosa stretta di mano, mentre i Portici del Grano hanno cominciato a popolarsi per la cerimonia solenne in omaggio ai caduti. Cerimonia che ha preso il via ieri mattina poco dopo le 9. Il folto drappello, guidato da Ferdinando Sandroni, delegato del sindaco, e Mario De Blasi, presidente del Consiglio provinciale, ha ripercorso le tappe parmigiane dove le battaglie per la libertà hanno infuriato senza pietà.
La prima corona è stata deposta all’ex Centro di Liberazione Nazionale in borgo San Vitale, poi il corteo ha raggiunto l’ex carcere San Francesco, quindi il Tiro a segno nazionale di via Reggio e Palazzo Ducale («che oggi è la sede del Comando Provinciale dell’Arma - spiega Lori emozionato - ma una volta ospitava la Scuola di Applicazione Fanteria»). Un rispettoso e commosso silenzio è calato anche dinnanzi al monumento alle Barricate di piazzale Rondani, alla lapide in ricordo dei Caduti del 33° Reggimento Carristi e naturalmente al monumento dei Caduti Partigiani, nel cuore della Villetta, dove sono state deposte le altre corone di fiori.
La cerimonia si è conclusa poi a Villa Braga di Mariano. «I martiri della Resistenza sono un esempio d’inestimabile valore, sia per noi che per le nuove generazioni. Questi uomini e donne hanno lottato non solo per liberare il paese ma anche perché l’identità italiana non venisse inghiottita». Ecco le affermazioni di Sandroni, visibilmente emozionato durante questo percorso della memoria. «Una memoria sempre viva - ha proseguito il delegato del sindaco all’Associazionismo - che ci deve spronare a non abbassare mai la guardia: la libertà è un bene troppo prezioso che deve essere salvaguardato». Dello stesso avviso anche De Blasi che ha sottolineato «il valore dei parmigiani che fin dal principio hanno lottato per difendere la propria città». Oltre a diversi componenti dell’Istituto Storico per la Resistenza c'erano anche i rappresentanti delle associazioni partigiane. «Credo che il messaggio più forte della Resistenza sia dedicato ai giovani - è intervenuto Lori - come noi abbiamo fatto allora, anche loro dovrebbero pretendere di poter rimanere sè stessi sempre e fino in fondo». c.p.
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