Eternit negli edifici pubblici, "grillini" all'attacco: il Maggiore e le terme di Salso sarebbero "a rischio"
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi non demorde sull'amianto e replica alle rassicurazioni della Regione, dopo la denuncia "grillina" di 757 edifici da bonificare in Emilia-Romagna, dell’esistenza di alcuni «siti non ancora completamente bonificati di amianto in matrice compatta (eternit)», poco pericoloso se i manufatti che lo contengono non sono deteriorati.
«Purtroppo si tratta di una bugia», afferma Defranceschi: «Nella stessa tabella pubblicata dalla Regione sono segnalati 13 edifici in classe di rischio 1. Cosa significa? La classe 1 identifica quegli edifici non confinati, accessibili e di uso pubblico nei quali sia presente materiale friabile, estremamente pericoloso: si tratta dello Stadio di Rimini Romeo Neri, di sette scuole fra Ferrara, Reggio Emilia e la stessa Rimini; poi l'ospedale Maggiore di Parma e quello di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza), e le terme Berzieri e Zoja di Salsomaggiore. Vogliamo girare la testa dall’altra parte di fronte a questi rischi?», chiede l’esponente del Movimento 5 Stelle.
Defranceschi avanza dubbi anche sull'indagine di mappatura, un apporofondimento «costato allora 250mila euro. Per eseguire il censimento la Regione inviò 4.133 comunicazioni, ottenendo solo 1.533 risposte, poco più del 37%. Se ne deduce che i due terzi delle possibili situazioni di rischio non sono censite. Eppure nella stragrande maggioranza delle risposte pervenute (1.020) è stata rilevata presenza di amianto e questo potenzialmente potrebbe significare che ci sono altri 2mila siti contaminati di cui la Regione non sa. Per una semplice proiezione statistica, potrebbero essere altri 25-30 gli edifici in classe 1».
«Dalla tabella - precisa il consigliere - possiamo vedere come abbia risposto solo il 53% delle scuole, il 51% degli ospedali, il 40% dei supermercati, il 32% delle biblioteche, il 25% degli impianti sportivi e il 24% dei luoghi di culto». E riporta quello che definisce «un caso clamoroso, il Comune di San Lazzaro, in provincia di Bologna: i dati regionali parlano di due siti con amianto, il censimento comunale basato sulle autodenunce verificate conta 119 siti a rischio».
Defranceschi ha preannunciato un'interrogazione alla Giunta regionale sulla bonifica di questi siti, chiedendo «soprattutto come tappare l’enorme falla di dati mancanti. Vedremo cosa ci risponderà l’assessore regionale alla Salute, Carlo Lusenti».
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