I medici: "Fermiamo l'inceneritore"
Ha messo in fumo ogni dubbio ai contrari all’inceneritore, ha posto domande e dubbi a chi è invece convinto della necessità di un impianto di questo tipo. Auditorium Paganini pieno, ieri sera, per l’incontro sulle conseguenze del termovalorizzatore sulla salute umana, organizzato dal coordinamento gestione corretta rifiuti e dall’associazione medici per l’ambiente. Ottocento persone hanno ascoltato gli interventi di biologi, pediatri e oncologi che si oppongono alla soluzione di incenerire i rifiuti.
«Ho accettato di essere a Parma nel nome del giuramento di Ippocrate» - ha detto Dominique Belpomme, uno degli ospiti più attesi, oncologo, presidente dell’associazione per la ricerca terapeutica anticancro -. Ogni volta che i medici si sono mobilitati sono riusciti a rallentare o a fermare l’inceneritore. Si vincerà anche qui». Secondo il medico francese «ci sono vantaggi non solo sanitari, ma anche economici a non fare l’inceneritore. Il problema è politico. Non c’è il coraggio sufficiente per scegliere le alternative. Oggi costruire l'inceneritore in zona urbana costruisce un crimine contro l'umanità».
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