Veicoli elettrici e intelligenti. Il futuro è sempre più vicino
Veicoli elettrici, che si spostano nel traffico autonomamente, senza bisogno di un conducente: il futuro della mobilità è sempre più vicino, anche grazie al progetto Vislab, il laboratorio di ricerca dell’Università di Parma che lo scorso autunno ha portato a termine un viaggio unico nella storia della robotica veicolare.
Da Parma a Shanghai, per prendere parte all’Expo mondiale: 18 mila chilometri, tre mesi di viaggio (dal 26 luglio al 28 ottobre) con veicoli elettrici completamente robotizzati. Un’impresa frutto del lavoro iniziato dai ricercatori della facoltà di Ingegneria - guidati da Alberto Broggi - nel 1998, quando fu sperimentato il primo veicolo automatico: Argo. «Ogni anno in Europa si registrano 40 mila incidenti stradali mortali, e nel 93% dei casi la colpa è del conducente. Aumentare la sicurezza stradale è il motivo che ci ha spinto a questa sperimentazione», ha spiegato ieri Broggi durante un incontro al Duc organizzato da ParmaIn con il patrocinio del Comune.
«Braive», questo il nome del veicolo utilizzato per il viaggio, è dotato di telecamere, laser, sensori, calcolatori che gli permettono di riconoscere la carreggiata, i segnali stradali, di dare la precedenza agli incroci, controllare la disponibilità di parcheggi ed effettuare le manovre, verificare la presenza di ostacoli e pedoni ed evitarli. Guida cioè in modo completamente automatico.
«Volevamo realizzare veicoli capaci di percepire l’ambiente circostante - aggiunge Broggi - e di reagire di conseguenza anche senza la presenza di un pilota». Una tecnologia innovativa, che però doveva essere testata su percorsi lunghi, in condizioni climatiche, di traffico e di strade diverse. «Naturalmente non tutto è andato liscio, ma il viaggio in Cina ci è servito per verificare le criticità, su cui ora stiamo lavorando», chiarisce il ricercatore.
Quel che più conta sono i possibili sviluppi che questo progetto potrebbe portare a livello di mobilità nel prossimo futuro. «Pensiamo a veicoli che, impostata la destinazione, fanno da soli il tragitto - spiega Broggi - e dopo averci lasciati al lavoro, ad esempio, possono parcheggiare autonomamente o essere a disposizione di altri utenti. Il Car Sharing del futuro».
Per ora la sperimentazione prosegue, orientata principalmente verso mezzi di grandi dimensioni, soprattutto militari e agricoli, «Anche se - sottolinea Broggi - la tecnologia è applicabile a qualunque veicolo, anche marino». Per vedere i mezzi automatizzati girare nel traffico cittadino occorreranno almeno altri 10-15 anni: il futuro, ma neanche troppo lontano.
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