Tagli alle Università: i professori di Scienze sospenderanno le lezioni per protesta
Il Consiglio straordinario della facoltà di Scienze si è chiuso dopo le 18. E' stato approvato un documento che sarà presentato al Senato accademico, al consiglio d'amministrazione dell'Università e poi inviato al ministero. Dal documento però è stata stralciata la proposta di sospendere la didattica: il preside ha ritenuto di non poter metterlo in votazione.
Ma dopo la fine del Consiglio, la maggioranza dei professori si è riunita in un'assemblea convocata sul momento e hanno deciso, autonomamente, di bloccare la didattica a partire da lunedì 27 ottobre, in segno di protesta.
Il dibattito fra docenti è stato acceso e il Consiglio di facoltà è durato diverse ore. Nel frattempo, davanti alla sede della facoltà di Chimica, si è tenuto un presidio di circa 500 studenti, secondo la stima degli organizzatori di UniPRotesta. Al Consiglio di facoltà straordinario hanno partecipato i docenti di Chimica, Biologia, Matematica, Scienze naturali, Scienze ambientali, Geologia e Informatica; era presente anche il rettore Gino Ferretti. Si è discusso sull'eventualità di non fare lezione in segno di protesta contro i tagli decisi dal governo: questo punto del documento non è stato messo in votazione, poi il preside e alcuni professori se ne sono andati. La proposta è stata rilanciata subito dopo da un'assemblea di professori auto-convocata.
Nel pomeriggio di questo giovedì 23 ottobre le dimostrazioni organizzate da UniPRotesta continueranno dalle 18,30 (ora di raccolta al Chiostro di Lettere): si terrà un corteo che partendo dalla facoltà di Lettere si snoderà fino al Ponte di mezzo per portare informazione alla cittadinanza sullo stato di emergenza dell’Università. Il corteo prenderà la forma di corteo funebre, per celebrare un funerale virtuale dell’Università pubblica italiana.
La giornata di martedì 21 è stata caratterizzata da due assemblee infuocate nelle facoltà di Ingegneria e di Lettere e non si escludono occupazioni nelle prossime ore. Intanto per oggi è prevista un'assemblea a Chimica e domani, alle 18,30, un corteo con tanto di lumini funebri si snoderà dal chiostro della facoltà di Lettere, in via D'Azeglio, fino al Ponte di mezzo.
Particolarmente affollata l'assemblea della facoltà di Lettere: erano più o meno 300, fra studenti e insegnanti, i docenti e gli studenti stipati nell'aula Ferrari della facoltà di Lettere dell'università di Parma per protestare. L'incontro è stato organizzato dal comitato Uniprotesta costituito da professori e studenti per «informare sugli effetti di questo decreto legge», ha sottolineato uno dei responsabili professore dell'Ateneo di Parma. Gli aderenti al comitato hanno poi diffuso un comunicato stampa:«Oggi (n.d.r. ieri) il rettore, prima del Senato accademico, ha incontrato una delegazione di 50 persone tra docenti, ricercatori, dottorandi e studenti presenti all’ingresso dell’aula del Consiglio (la maggior parte dei docenti ha preferito assolvere agli incarichi di docenza, non essendo ancora stato deciso nessun blocco della docenza)»
I rappresentanti di Uniprotesta «hanno chiesto al rettore se fossero previste linee di azione dell’Ateneo nei confronti della Legge 133 e hanno chiesto che il Senato si impegni a parlarne producendosi in posizioni ufficiali. Il rettore ha mostrato attenzione alle richieste di docenti e studenti, dimostrando che le preoccupazioni non sono solo dal basso, e ha rimandato ad altri momenti valutazioni più precise sulla situazione lasciando capire che per i dettagli c’è bisogno di altro tempo». Intanto la protesta continua.
la decisione di sospendere la didattica mi sembra una scelta molto irresponsabile in quanto si crea un grave disagio agli studenti stessi. che senso ha protestare per difendere il ...
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