In corteo per "i funerali dell'università": sfilano in 2.500
Hanno sfilato in 2500. Un "corteo funebre" per celebrare "la morte dell'università pubblica", per dire no alla riforma Gelmini. "I tagli porteranno alla morte dell'istruzione pubblica e della cultura in generale - ha detto David Zanotti, rappresentante di Lettere -. Quindi abbiamo pensato che una manifestazione simbolica potesse sensibilizzare anche il resto della cittadinanza".
PROF E STUDENTI INSIEME - E infatti, a sfilare dal chiostro di Lettere fino al ponte di Mezzo, insieme a una bara che riportava la scritta "cultura riposa in pace", ieri sera alle 19,30 c'erano studenti, ma anche tanti insegnanti e semplici cittadini che con l'università hanno poco a che fare. "Questa legge tocca tutte le componenti del mondo universitario - ha spiegato Annamaria Cavalli, docente di Lettere -, è messa in pericolo la sopravvivenza dell'Università pubblica. L'università è diventata il primo fondo dal quale si vanno a prelevare i fondi". "Non faccio parte del comitato, ma sono qui al fianco degli studenti, perché questa legge porterà a situazioni di grandissimo disagio", ha aggiunto il professor Alberto Mazzini.
LUMINI FUNEBRI E STRISCIONI DI PROTESTA - Lungo il percorso sono stati disposti lumini funebri e striscioni ("Santa ignoranza, prega per noi", "contro beata ignoranza non basta santa pazienza").
CHIMICA, AL CAMPUS ARRIVANO I CARABINIERI - I carabinieri a Chimica per avere informazioni sugli organizzatori del presidio di mercoledì contro le novità introdotte dal governo. I militari in borghese sono entrati in azione ieri mattina. E la notizia della loro indagine ha provocato la rabbia di molti studenti.
L'ALLARME DEL RETTORE: "IN ROSSO NEL 2012" - Intanto all'indomani del Consiglio di facoltà straordinario di Scienze (dopo il quale i docenti hanno deciso di bloccare le lezioni a partire da lunedì 27 ottobre), il rettore Gino Ferretti lancia l'allarme: di questo passo l'Università di Parma non riuscirà a chiudere il bilancio in pareggio. L'Ateneo di Parma ha un bilancio di 250 milioni di euro: è in pareggio quest'anno e dovrebbe esserlo nel 2009. Ma con i tagli, ha sottolineato oggi Ferretti, nel 2010 tutti gli Atenei italiani avranno "grossissimi problemi a chiudere un bilancio in pareggio". E certo le imprese - in questo momento difficile - hanno poche risorse per sostenere le Università nelle spese in cui lo Stato non arriva. Le tasse pagate dagli studenti coprono il 15% dei costi totali dell'Ateneo, sottolinea il rettore: contribuiscono alle spese fisse (ammontano a circa 26 milioni di euro) ma non risolvono i problemi.
DIDATTICA, NOVITA' A MEDICINA - Meno esami e un passaggio meglio definito tra laurea triennale e magistrale: queste le due principali caratteristiche che verranno messe in atto, dal prossimo anno accademico 2009-2010, in cinque corsi di laurea della facoltà di Medicina e chirurgia a Parma. Il cambiamento, una sorta di riforma del cosiddetto «3+2», viene dal decreto ministeriale 270 del 22 ottobre 2004, discusso ieri mattina durante l’incontro tra i rappresentanti delle organizzazioni locali del mondo dei servizi e delle professioni e i presidenti dei diversi corsi di laurea della facoltà di Medicina e chirurgia. «Un freno alla proliferazione dei corsi di studio e, soprattutto, meno esami da sostenere - ha spiegato il preside della facoltà di Medicina e chirurgia, Loris Borghi -. Un cambiamento di rotta, più volte richiesto dagli stessi studenti». Ma quali cambiamenti reali avverranno dal prossimo anno accademico? «Per quanto riguarda la laurea in Medicina e chirurgia - ha spiegato il presidente del corso di laurea, Maurizio Vanelli - sarà data importanza fondamentale allo studio della lingua inglese per tutti e sei gli anni di durata del corso; inoltre, la separazione fra triennio propedeutico e triennio clinico sarà meno rigida. Vi sarà l’introduzione di esami specifici relativi all’alimentazione e, per la prima volta, al benessere, novità assoluta nel settore della medicina». Grandi cambiamenti anche per il corso di laurea in odontoiatria. «Prima grande novità - ha spiegato il presidente del corso, Mauro Bonanini - sarà la durata: da cinque si passerà a sei anni, in cui ci saranno 90 crediti formativi destinati esclusivamente al tirocinio. Inoltre 60 crediti in più destinati alla didattica di base». E ancora: tre nuovi sbocchi per le biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche (che lo studente dovrà scegliere durante il secondo semestre) e il secondo anno di corso dedicato totalmente all’attività pratica. Infine, novità per la laurea in scienze motorie, a partire dal nome stesso del corso: da «scienze delle attività motorie» a «scienze motorie sport e salute» - come ha spiegato il presidente del corso, Marco Vitale, con una separazione netta tra i 180 crediti della laurea triennale e i 120 della specialistica. Insomma, un’università in continua evoluzione. Un cambiamento necessario che per i docenti diminuisce lo stress senza abbassare il livello di preparazione. Anzi. Per il preside Borghi «una riduzione del numero degli insegnamenti, e quindi degli esami, renderà più scorrevole lo svolgimento degli studi».
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Il quiz "L'Eredità" l'ha vista campionessa per 4 puntate: lei si è divertita ma l'ha fatto solo per farsi conoscere. Nella nostra intervista spiega quanto è divertente fare i quiz in tv, quali libri pubblicherà (c'è anche il diario di una crimonologa, in collaborazione con la famosa Roberta Bruzzone) e le sue idee sullo “sfruttamento” del corpo della donna in tv e pubblicità.
Presentato il Premio Academia Barilla 2012 destinato ai cortometraggi che interpretano al meglio il tema “Storie di cucina – A tavola con la promozione, lo sviluppo e la difesa dei valori culinari italiani” - Votate i video sul nostro sito
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