La Polizia ha arrestato fra Piacenza, Modena e Bergamo cinque persone accusate dei reati di truffa e ricettazione. Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile e della Polstrada, il gruppo criminale rispondeva ad annunci messi sul web o su riviste specializzate da venditori di auto di lusso (Porsche, Bmw, Audi, Mercedes, Ferrari). Dopo aver pagato con assegni circolari risultati falsi, la banda iniziava le procedure per effettuare la radiazione della vettura dal Pubblico Registro Automobilistico, consegnando targhe e libretto della vettura. Auto che però era destinata ad essere venduta illegalmente all'estero.
Il danno patrimoniale arrecato alle diverse vittime individuate nel corso delle indagini ammonta ad oltre due milioni di euro per un totale di 49 auto sottratte con l’inganno e riciclate per lo più all’estero.
Il gip Maria Cristina Sarli, su richiesta del pubblico ministero Paola Dal Monte, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove indagati. In particolare, per 7 di loro è stata contestata l’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe, mentre ai restanti 2 è stata contestata la ricettazione.
Sono finiti in manette:
Claudio Trebino (alias Claudio Ferrari), 53enne arrestato a Piacenza,
Giuseppe Trebino (alias Giuseppe Ferrari), 35enne arrestato a Piacenza;
Olives Erri Giuseppe Trebino (alias Olives Erri Giuseppe Ferrari), 47enne finito in manette a Piacenza;
Vittorio Ventura, 46enne arrestato a Bergamo;
Carmelo Lodico, 42enne arrestato a Modena.
Gli altri membri della banda sono ricercati; alcuni abitano all'estero.
L'operazione ha permesso di scoprire 12 persone e di recuperare alcune auto per un valore di 350mila euro. Sono stati sequestrati un camper, due trattori agricoli, un'Audi TT, una Mercedes 320, un mini escavatore, una Bmw 330 cabrio, una Mercedes ML, una Mercedes Cls, una Porsche Cayman e una Porsche 997.
Le indagini sono iniziate nel settembre 2009. L'incontro avveniva all'uscita di un casello autostradale; l'assegno circolare era contraffatto e il passaggio di proprietà avveniva all'Ufficio anagrafe del comune più vicino, dove veniva formalizzata la compravendita con l'annotazione sul certificato di proprietà.
Una volta ottenuta l'iscrizione della vendita sui documenti, i malviventi richiedevano subito la radiazione dal Pubblico Registro dell'auto per l'esportazione consegnando targhe e libretto.
Gli assegni circolari invece erano relativi a conti correnti già chiusi, sui quali era stato scritto a macchina l'importo, il beneficiario e, come richiesto, la dicitura circolare.
Le vittime di questa banda sono numerose e sono state presentate denunce anche ai carabinieri.
Inserisci il tuo commento