07/07/2011 -

Parma


L'altra metà di Parma: interviste al femminile - Chiara, pilota di motocross: "Diventerò una professionista. In moto per strada? Ho paura. Degli altri"

di Andrea Violi

Ha guidato lo scooter per un po', ma è caduta due volte. Chiara teme la strada, che vede come un intreccio di regole e di pericoli. Alla fine ha gettato la spugna: «Ho chiesto a papà di vendere lo scooter». Non si direbbe proprio, per una ragazza che a 17 anni è un'affermata atleta di motocross. Eppure Chiara Fontanesi ama andare sulla moto solo in pista. E per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi, si allena ogni giorno. Il segreto sta in una caparbietà che l'ha portata a compiere scelte "estreme", come abbandonare la scuola per concentrarsi soltanto sul suo sogno: diventare sportiva di professione.
Chiara Fontanesi incontra Gazzettadiparma.it accompagnata da mamma Roberta. Racconta la sua vita di adolescente e di atleta, anche per sapere cosa accade “dietro le quinte”.

Lo sport permea ogni aspetto della vita di Chiara, che tra l'altro è testimonial di Riders4Riders, associazione che raccoglie fondi a favore dei piloti e dei motociclisti rimasti invalidi dopo un incidente.
La sua natura è questa: lei si definisce «sportiva a 360 gradi».
Sull'agenda di Chiara, 17 anni compiuti a marzo, ci sono la finale del campionato italiano di motocross femminile, domenica 10 luglio, e la quinta delle nove gare del Mondiale, domenica 17 luglio in Slovenia.

Da dove nasce questa passione per le due ruote e per il motocross?
Ho iniziato a due anni e mezzo, perché ho un fratello più grande che faceva il motocross (Luca, 23enne, che disputa il Mondiale Mx3, ndr). A cinque anni ho iniziato con le gare: prima non si poteva... Correvo solo con maschi! All'estero non è così: molte più ragazze fanno motocross. In Germania, Francia, in America... “vanno” tutti gli sport, il motocross è più praticato, compreso quello femminile.

Le donne sono penalizzate?
No, è il motocross in generale ad essere trascurato. Si fa fatica ad andare anche sui giornali specializzati. Ho amici che mi tengono le riviste straniere... È una questione culturale: da noi esiste solo il calcio!  

Sicuramente qualcuno ti ha detto «Il motocross non è uno sport per donne». Cosa rispondevi?
Non rispondevo proprio! Qualsiasi tipo di sport può essere per maschi e per femmine, basta la volontà per farlo al meglio. Per me è più normale dire «vado in moto» che dire «vado a fare shopping».

Come si allena una giovane atleta di motocross? Cosa fai per prepararti alle gare?
Serve una preparazione fisica, atletica: bisogna andare in palestra e poi in moto. Senza questa base è difficile avere risultati. In generale, sono in palestra tre o quattro volte alla settimana; gli altri giorni vado in moto.

Quali esercizi fai in palestra?
Non si fanno esercizi come nelle normali palestre... La mia preparazione è simile a quella delle ragazze che fanno ginnastica artistica.  Il mio allenatore è Mauro Riccò. Si fanno esercizi di tipo aerobico, altri per lavorare sulla resistenza, sull'equilibrio, sulla reattività, per potenziare le braccia... Si va sulla fune, con o senza gambe. Gli esercizi sono diversi: quelli per le gambe ad esempio li facciamo su una pedana apposita, non tiriamo su un bilanciere. Ogni volta resto in palestra per due ore come minimo.

Hai un'alimentazione speciale?
Bisogna essere sempre equilibrati e non mangiare porcherie, ma non ho una vera e propria dieta.

Ami altri sport, oltre al motocross?
Sì, la ginnastica artistica: ho iniziato a 5 anni e l'ho praticata fino a 11 anni, di cui quattro anni a livello agonistico. Ho smesso perché a un certo punto ho dovuto scegliere... Il motocross mi piaceva di più. E poi ero l'unica a farlo! Dopo aver smesso con la ginnastica ho capito che quel tipo di preparazione restava fondamentale. Ho provato con l'atletica però non avevo qualcuno che seguisse solo me. Così ho iniziato a fare salto con l'asta, con un allenatore che veniva da Modena per seguire un piccolo gruppo di ragazze. Ho fatto qualche gara e nel 2008 sono andata a Roma per il campionato italiano, arrivando settima. Alla fine ho smesso perché tutta questa attività mi assorbiva troppo.

Una ragazza qualunque a 17 anni pensa alla scuola, agli amici, a qualche hobby... E tu?
Frequentavo il liceo scientifico ad indirizzo sportivo al «Porta». Ho smesso l'anno scorso, a ottobre. Avevo una buona media: mai avuto debiti. Ho iniziato la terza superiore ma mi sono accorta che, se volevo continuare a fare sport, dovevo mollare anche la scuola.

Perché hai abbandonato il liceo?
Se uno sportivo vuole diventare un campione deve avere concentrazione solo su ciò che sta facendo. Non avevo proprio il tempo materiale...

Ma i tuoi genitori come l'hanno presa?
Mio papà (Massimo, ndr) era d'accordo, la mamma no. Ma io sono soddisfatta della mia scelta, mi ha dato tanti benefici. Qualcuno mi ha detto “Te ne pentirai” invece io non mi sono pentita e non lo farò mai.

Il tuo obiettivo è continuare su questa strada come professionista?
Sì. Vorrei che lo sport fosse il mio lavoro e per questo devo costruire le basi adesso. Come in tutti i lavori, non ci si improvvisa.

E gli hobby? Ne hai?
Sono a 360 gradi sportiva: salto con l'asta e snowboard sono i miei hobby. Leggere? Non penso proprio. Mi piacciono la musica commerciale e la musica da discoteca; non ho un gruppo preferito in particolare. Vado poco a ballare: soltanto un po' in dicembre... Devo avere un periodo libero. Ad esempio, nei giorni scorsi sono andata qualche giorno al mare in Sardegna per staccare, anche se questo non è il periodo ideale (perché affronterà gare importanti nelle prossime domeniche, ndr).

Quali amici frequenti?
La mentalità di una sportiva è diversa da quella di una ragazza normale. Di conseguenza, trovo pochi amici che concepiscano il fatto che non sei mai a casa. Di conseguenza, a parte gli ex compagni di classe, i miei amici sono soprattutto quelli dell'ambiente sportivo: ci si vede di più. Ho anche tanti amici stranieri... Tra l'altro ho imparato benissimo l'inglese e il francese e sto imparando il tedesco.

Quali consigli daresti a un'aspirante sportiva?
Non è facile rispondere... anche se me l'hanno chiesto tante volte. Penso di avere lo sport nel sangue, non so dire cosa mi ha portato a quello che faccio. Sicuramente posso dire che non è facile, bisogna impegnarsi 365 giorni all'anno e avere grande voglia di fare.

In pista si corre, sulle strade è bene non farlo. Da motocrossista quali sono i tuoi consigli per i motociclisti “normali”?
Io in strada non voglio vedere né lo scooter né la moto! Ho fatto il patentino ma in scooter sono caduta due volte. Non mi piace. E ho chiesto a papà di venderlo!

Difficile da credere per un'atleta di motocross. Non ti mancherà la padronanza del mezzo
La strada e la pista sono due pianeti completamente diversi. In pista ci sei tu con gli altri, si va tutti nella stessa direzione, non ci sono incroci o persone che saltano fuori all'improvviso... In strada non sai mai cosa può capitarti. Anche se tu non sbagli, gli altri potrebbero non vederti... Ci sono “milioni” di persone con direzioni diverse. In pista invece decidi tu cosa fare. L'anno prossimo prenderò la patente per l'auto. Se hai già il patentino devi dare l'esame di pratica ma non la teoria... Mi sono "messa avanti”.
In strada comunque vedi tanti motociclisti che fanno cose da “poco normali”, come sorpassi azzardati e velocità che sarebbero da pista.

Fra i commenti sul nostro sito spesso c'è la contrapposizione fra automobilisti e motociclisti sulla sicurezza stradale, gli incidenti e i giusti comportamenti da tenere
Nella diatriba darei la colpa... 50 e 50. Però spesso i motociclisti se la cercano: alcuni credono di essere Valentino Rossi invece sono solo troppo superficiali. 

Il sito di Chiara Fontanesi

Tutte le interviste "rosa": gazzettadiparma.it/ROSA - La città delle donne

 








Guardali tutti
Inserisci il tuo commento

INSERISCI UN COMMENTO




Tv Parma

Iniziative speciali

Dalla homepage


Provincia-Emilia

Quattro Castella, torna il corteo matildico. L'aquila del parmense Cavozza volerà sul Bianello

Domenica 27 maggio Beppe Carletti dei Nomadi e la cantante lirica reggiana Elena Rossi interpreteranno Enrico V e Matilde di Canossa. E sabato 26 maggio, Serata Matildica. Partecipa al corteo anche Marco Cavozza, falconiere bardigiano che da anni abita a Traversetolo: porterà un'aquila con un'apertura alare di due metri.

Spettacoli

Vasco Rossi: "Io in pensione? Datemi sei mesi e vi stupirò"

Il cantante: "Sono guarito da tre malattie mortali. Per riprendersi persona normale ci mette tempo, io non sono nomrale e quindi sono pronto". E continua la polemica a distanza con Baglioni

 

Spettacoli

Subsonica: arriva il "live in Fidenza"

 La pop band in concerto il 23 giugno alle 21.30 in piazza Garibaldi

La Vasca

Il mARTEdì: Mary Corradi

Mary Corradi, 36enne artista parmigiana è pittrice, scultrice, scrittrice. Ama la fotografia e si è messa alla prova su un palco come attrice e danzatrice.

Quartieri-Frazioni

Quartieri e Frazioni: la voce dei cittadini

Dopo l'addio ai Consigli di quartiere e alla struttura del decentramento, nasce una sezione del nostro sito dedicata alle vostre segnalazioni

 Aprite l'articolo e scriveteci nelle pagine dei singoli quartieri, oppure inviateci segnalazioni e foto a sito@gazzettadiparma.net

Parma

Gazzetta sull'iPad: più di mille scaricano la nuova applicazione

Successo per la versione aggiornata della "app". E i nuovi utenti sono oltre cento.

Economia

Gazzetta Shopping: sconti e offerte a portata di clic

Al via il nuovo sito. Uno strumento grazie al quale gli utenti possono scoprire le promozioni dei negozi del territorio.

Per visualizzare questo contenuto devi abilitare Javascript o scaricare la versione più recente di Flash Player.
Download Flash Player


Per la tua pubblicità


Pubblica un necrologio
Pubblica un annuncio