Solmi agli stranieri: "Parliamo tutti la lingua della fede"
Luca Molinari
«Proveniamo da Paesi diversi, ma siamo un’unica Chiesa». Lo ripete più volte il vescovo Enrico Solmi durante la messa in duomo per l’Epifania, in cui si celebra la Festa dei popoli. Nella chiesa madre della diocesi ci sono persone provenienti da ogni dove, impegnate ad animare la funzione con canti in varie lingue.
I chierichetti con le bandiere
La processione iniziale si apre con alcuni giovani chierichetti che posano numerose bandiere sulla scalinata che porta all’altare. «Oggi è un giorno di grande gioia - esordisce monsignor Solmi - perché il Signore si manifesta a tutti e perché la nostra cattedrale è piena di tante persone che provengono da ogni parte del mondo. Vorrei riuscire a parlare tutte le lingue per farmi capire, ma in realtà tutti parliamo la lingua della fede, con la quale ci capiamo».
Le letture, in varie lingue, anticipano il vangelo sulla venuta dei Magi, su cui si sofferma il vescovo nella successiva omelia. «Sono i Magi che viaggiando portano il vangelo - spiega -. Ci parlano del viaggio di Dio che si fa uomo e che viene incontro a ognuno di noi. Loro ascoltano il Signore che parla loro e obbediscono alla chiamata». Tanti stranieri sono giunti a Parma dopo un lungo viaggio «per cercare lavoro, o anche per studiare - prosegue il vescovo -. La vostra presenza ci invita a pensare ad un mondo più giusto, più equo, come se fosse un villaggio in cui deve regnare la giustizia e la pace».
«Noi tutti siamo la Chiesa»
La Chiesa di Parma è composta da ogni credente, parmigiano o straniero che sia. «Noi tutti siamo la Chiesa di Dio e di Parma» sottolinea il vescovo in varie lingue. E in tono scherzoso aggiunge: «Ve l’ho detto in tutte le lingue che conoscevo, a parte il dialetto modenese».
Le tentazioni dell'occidente
Come i Magi, anche i popoli del mondo sono tra noi «per annunciare la fede - rimarca monsignor Solmi -. Noi occidentali, noi emiliani, noi parmigiani abbiamo bisogno di un annuncio rinnovato della fede e la provvidenza ci ha messi assieme. Rimanete saldi nella fede, continuate a pregare e a vivere la vostra fede, educando i vostri figli; non lasciatevi ingannare dalle tentazioni del mondo occidentale».
La presenza di tanti popoli in duomo «è simbolo della Chiesa che noi tutti siamo - conclude monsignor Solmi -. E’ importante ritrovarsi qui a pregare assieme, crescendo come un’unica grande Chiesa di Dio. Tutti assieme dobbiamo impegnarci per portare ad ogni persona, ad ogni parmigiano, l’annuncio del vangelo».
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