E' Natale per 11 mila ortodossi
E' Natale. Almeno per gli ortodossi, che ieri mattina hanno festeggiato l’importante ricorrenza nella chiesa di San Nectario, in borgo della Posta.
La funzione
Il parroco, padre Dimitrie Doleanschii, ha guidato la suggestiva funzione a cui hanno partecipato un buon numero di fedeli. Gran parte degli ortodossi festeggiano il Natale «in ritardo» perché seguono il calendario giuliano, sfasato di 13 giorni rispetto a quello gregoriano. Una minoranza (circa il 20-30%) invece, ricorda l’importante ricorrenza secondo il calendario gregoriano. Si tratta soprattutto di greci, romeni e bulgari.
I fedeli
Tra Parma e provincia sono circa 11mila i fedeli ortodossi, un numero in costante crescita.
Molti di loro provengono dall’Est. Si tratta soprattutto di moldavi, greci, romeni, russi e ucraini.
Il parroco
«I più numerosi - spiega il parroco - sono i moldavi e i romeni, e poi altri di varie nazionalità. A volte si tratta di persone che non rimangono qui tutto l’anno, ma che effettuano lavori stagionali per alcuni mesi».
Padre Doleanschii è a Parma da ormai 7 anni, è sposato con Dia e ha due figli (nella chiesa ortodossa infatti i sacerdoti possono sposarsi), e come ogni altro parroco deve affrontare i tanti problemi che si presentano nella comunità.
«Questi sette anni sono volati - afferma -. Se mi guardo indietro vedo le tante attività e iniziative che abbiamo promosso per rendere sempre più viva la parrocchia. La cosa più bella è sentire dai fedeli che si sentono a casa, è una grande soddisfazione e una spinta a fare meglio. Per alcuni di loro, soprattutto chi vive fuori Parma e si occupa dell’assistenza agli anziani, non è facile partecipare alle celebrazioni».
Il catechismo
Tra i servizi più sentiti c’è il catechismo per i bambini e per gli adulti.
«E’ faticoso farli partecipare - spiega - ma facciamo tutto il possibile per aiutarli. Coi bambini è molto importante partire dalle radici, per fare in modo che conoscano bene i principi cristiani. Tra gli adulti invece, spesso rimangono in loro le tracce dolorose del passato comunista. In molti casi le persone sanno di appartenere a una determinata fede, ma non la conoscono. E quando una persona non è informata, fatica ad apprezzare ciò che il suo credo gli può offrire».
L'augurio
Padre Dimitrie augura quindi a tutti i parmigiani, non solo ortodossi, «che la luce di Cristo, di cui noi oggi (ieri, ndr) festeggiamo la nascita, illumini tutto il mondo, soprattutto in questo nuovo anno che molti hanno iniziato con grandi preoccupazioni e problemi legati alla crisi. Cristo è l’unica speranza che abbiamo, non ci abbandona mai e sarà con noi fino alla fine del mondo».
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