Vittorio Rotolo
Partire dall’orrore dell’Olocausto con l’idea di far comprendere alle giovani generazioni la reale portata di quella tragedia, creando le premesse per un futuro di pace.
Una necessità che acquista ancora più valore se a farsene interprete è la comunità tunisina. Nel mondo arabo, infatti, quello legato alla persecuzione nazista nei confronti di milioni di ebrei è un capitolo che molti ignorano o trattano con indifferenza, perché non appartiene alla propria storia.
Per questo l’associazione tunisina «Giuseppe Verdi» di Parma ha voluto incontrare ieri i ragazzi dell’Ipsia «Primo Levi», istituto dove peraltro si registra una forte presenza di studenti di origine araba.
Una giornata promossa insieme - tra gli altri - alla Comunità ebraica e all'Istituzione biblioteche del Comune, e culminata nella proiezione del film «Il bambino con il pigiama a righe». Una pellicola che racconta la storia dell’amicizia, finita tragicamente, tra il figlio di un ufficiale nazista e un bimbo ebreo rinchiuso in un campo di concentramento.
«Crediamo che il dialogo e la visione di documenti che ricostruiscono quanto accaduto possano aiutare questi ragazzi a sensibilizzare le rispettive famiglie - spiega Rebecca Kraiem, dell’associazione Giuseppe Verdi -: molti di loro provengono da ambienti dove purtroppo si ha una scarsa percezione di quello sterminio. Io stessa - aggiunge Rebecca - ho avuto modo di approfondire la Shoah solo vent’anni fa, quando arrivai in Italia».
«Attraverso questo incontro-dibattito - afferma Giovanni Galli, direttore dell’Istituzione biblioteche del Comune - vogliamo, nel nostro piccolo, aiutare le popolazioni arabe ed ebree a superare ogni pregiudizio, facendo fronte comune nella lotta al razzismo».
Dello stesso avviso anche Riccardo Joshua Moretti, vicepresidente della Comunità ebraica, tra le più antiche in città. «È opportuno - insiste - che i giovani capiscano come tragedie di quel calibro non appartengono soltanto alla storia, ma potrebbero pure ripresentarsi sotto altre forme».
Alla proiezione del film «Il bambino con il pigiama a righe» hanno preso parte numerose classi dell’Ipsia «Primo Levi». «Lavoriamo tutto l’anno su questo tema - spiega Margherita Campanini, referente scolastica per l’integrazione straniera - favorendo buone pratiche che alimentino il dialogo fra le diverse civiltà».
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