Stranieri, permessi con la tassa: è già polemica
Salvo Taranto
Dal 30 gennaio è entrato in vigore il «contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno»: una tassa che sta scatenando proteste e malumori tra stranieri, associazioni e sindacati. Il decreto del 6 ottobre 2011 prevede infatti l’applicazione di importi la cui entità varia in rapporto alla durata dell’autorizzazione al soggiorno.
Occorrono ad esempio 80 euro per i permessi validi dai 3 mesi ad un anno, 100 euro per quelli di durata superiore ad un anno ed inferiore a 2 anni, ed infine 200 euro per il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo (l'ex carta di soggiorno). A tali somme bisogna inoltre aggiungere una settantina di euro per i costi amministrativi e postali delle pratiche. Dal pagamento di questi tributi sono tuttavia esentati gli stranieri di età inferiore ai 18 anni, i figli minori che fanno ingresso in Italia per ricongiungimento familiare, per cure mediche o per asilo e, infine, coloro che richiedono l’aggiornamento o la conversione del permesso di soggiorno.
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