PARMA: DOSSIER IMMIGRATI
Gabriele Balestrazzi
1) COME ERAVAMO
"Poche richieste di sanatoria: a Parma la maggior parte degli extracomunitari è già in regola" (Gazzetta di Parma gennaio 1990): "A Parma non si è vissuto il caos di città come Milano e Torino".
"Senza negri nè terroni" (Carlino Parma gennaio 1990) : "I programmi della Lega Emiliana di Parma, che è appena confluita nella Lega Nord" - Fabio Dosi: "Deve essere un inserimento lento e graduale: non si può correre il rischio che Parma diventi una città ad alto tasso di delinquenza come è avvenuto in tutti i posti dove c'è un incrocio di razze non integrate"
"Come un nero vive in una provincia ricca" (Unità febbraio 1990): "Una indagine del prof. Angelo Scivoletto sulla vita dei quasi 4mila immigrati di Parma: la città si è trovata impreparata. Esiste una cultura di confronto e di mobilitazione sociale, ma anche in una città civile e tollerante come Parma il disagio per gli immigrati e la loro povertà è tanto"
"I Vu'' cumprà di via Mazzini" (Carlino Parma marzo 1990): "Un fenomeno che sta sfuggendo di mano". Lettere di protesta: "Spero che non gli diano la casa". - "Via i neri da Parma" (Gazzetta di Parma marzo 1990): "Una scritta razzista sotto i portici di via Mazzini"
"Parma dovrà chiudere agli immigrati" (Gazzetta di Parma marzo 1990) : Vertice in Comune fra istituzioni e associazioni: Riapriremo quando ci saranno mense e alloggi per accoglierli.
"Neri in coda senza lavoro" (Carlino Parma ottobre 1990) : "Ogni giovedì vano assalto all'Ufficio di collocamento"
"Questa sera inaugurazione dell'Associazione nigeriana" (Volantino ottobre 1990): Festa al teatro Cinghio, sede a San Michele Tiorre
"Non ci sono letti: Natale in auto" (Gazzetta di Parma dicembre 1990): "Ogni giorno decine di senzatetto chiedono aiuto alla Caritas"
"La roulotte della solidarietà: come la comunità di San Paolo ha dato un tetto a sei senegalesi" (Gazzetta di Parma giugno 1991): "La risposta controcorrente di un quartiere ai problemi dell'immigrazione"
"Abbiamo bisogno di loro" (Vita nuova, novembre 1991) : "Il calo demografico che caratterizza negativamente Parma comporterà nei prossimi anni una grave progressiva carenza di forza-lavoro locale. E poichè ne abbiamo bisogno e ne avremo sempre più bisogno, gli immigrati cresceranno progressivamente".
"Altri 70 senza tetto" (Gazzetta di Parma novembre 1991) : "Sgomberata una casa colonica occupata da extracomunitari nella zona aeroporto. Dopo il ghetto della Cornacchina, un'altra isola d'emarginazione nella città che sta indossando l'abito buono delle feste natalizie".
"Non rubano il lavoro a nessuno" (Vita nuova, dicembre 1991): " Abbiamo assunto alcuni extracomunitari, prima come stagionali e poi come dipendenti fissi. No, non hanno rubato il posto a nessuno, perchè non ci sono più giovani disposti a certi ritmi ed ambienti di lavoro, oggettivamente molto faticosi".
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Cronache di vent'anni fa. Quasi cronache di un altro mondo, che insieme alla polvere degli armadi e delle raccolte dei quotidiani sembrano alzare la cortina di fumo su una quotidianità diversa. Sì, come avete letto si iniziava già a parlare degli extracomunitari come di una questione da affrontare: ma le cifre, quei 4-5mila, dicevano che si parlava di un'isola, che non sembrava intaccare la felice (e un po' retorica) dimensione della parmigianità.
Il problema iniziava ad affiorare, ma si trattava di episodi isolati, quasi sempre confinati in periferia. E se i Vu' cumprà si affacciavano al "salotto" di via Mazzini, bastavano una scritta e alcune lettere ai giornali per ispirare l'immediato intervento delle forze dell'ordine.
E per chi voleva guardare lontano, a un futuro che allora si chiamava Duemila, le due scuole di pensiero che si fronteggiavano tendevano entrambe all'ottimismo: da una parte chi diceva "Ben vengano gli stranieri, perchè la loro manodopera è una vera e propria necessità economica"; dall'altra addirittura (come nella ricerca Parma e il 2000 che era stata promossa pochi anni prima per il 250° compleanno della Gazzetta) c'era ancora chi si illudeva che "il mito della diversità, e del nostro essere isola, potesse rafforzarsi nel rifiuto esplicito di alimentare la crescita dell'economia attraverso i flussi di immigrazione della manodopera".
Quell'esplicito titolo "Senza negri nè terroni, con cui i primi leghisti di Parma si presentavano al loro debutto politico, sembrava la rozza nicchia di una minoranza estranea alla coralità solidale della nostra città. Soltanto pochi mesi dopo, ci avrebbero pensato le urne a mostrare che quei pensieri "politicamente scorretti" erano invece in sintonia con una larga fetta di elettorato, che le vicende di Tangentopoli avrebbero poi allontanato sempre più dai partiti tradizionali.
2) COME SIAMO
Bastano le cifre: quei 4-5mila si sono decuplicati. Oggi a Parma e provincia vivono 46mila stranieri (rapporto provinciale 2009).
Ci sono angoli di città, paradossalmente quelli che più a lungo hanno sempre incarnato la "parmigianità" popolare come l'Oltretorrente, in cui oggi un parmigiano può sentirsi straniero a sua volta. Borghi e fette di quartiere in cui sembrano più numerosi gli abitanti di pelle scura. E la diffidenza, o a volte la paura, sono quasi palpabili, a torto o a ragione.
E' sufficiente scorrere i commenti che accompagnano sul nostro sito la notizia di un arresto o di un episodio che comunque coinvolga persone straniere, per toccare con mano uno stato d'animo che tocca vere e proprie punte di razzismo, ma che propone anche le paure o le inquietudini di tanti parmigiani "miti", ma che ora temono di veder snaturare la città che hanno sempre conosciuto. E ci sono strade (emblematico nelle scorse settimane il caso di via Palermo) nelle quali non tutti si sentono sicuri di nuoversi, soprattutto in certi orari. Gazzettadiparma.it, nei mesi corsi, ha tentato un primo racconto di questi stati d'animo, nella cronaca di ParmainBianco&Nero.
3) COME SAREMO
Ha poca importanza, oggi, chiedersi se, quando e da parte di chi si è sbagliato. Quello che conta oggi è capire se è possibile, in questo caotico e sregolato terzo millennio, ipotizzare una città multietnica che mantenga le caratteristiche che hanno segnato per decenni la "qualità della vita" di Parma (quella della convivenza, non solo quella del benessere economico). Conta capire se i 46mila nuovi "parmigiani" possono mescolarsi e integrarsi con i "pramzan dal sas", o se questa "città nella città" possa un domani rischiare di esplodere, o di produrre conflitti impossibili da governare, nel miscuglio delle culture, delle regole e delle idee religiose: si pensi solo alle difficoltà del dialogo con la comunità islamica, ancor oggi al centro di una contesa giuridico-politica per la collocazione della nuova "moschea" in via Campanini.
Per cercare una risposta a queste domande, vogliamo lanciare sul sito di Gazzettadiparma.it una sfida completamente nuova: una inchiesta lunga un anno, che giorno per giorno arricchiremo insieme. Noi con gli articoli, le statistiche, le storie. Ma anche voi le associazioni che vorranno intervenire con comunicati, proposte, critiche. E naturalmente i semplici cittadini che vorranno partecipare attraverso il collaudatissimo strumento del nostro spazio commenti.
Fra questi lettori, ci auguriamo che siano numerosi proprio gli stranieri di Parma: gli "strajè" di casa nostra, come abbiamo voluto chiamarli con quel simpatico termine che identifica i tanti parmensi emigrati verso altre nazioni, e che ci venne in mente - come tuitolo di una sezione di questo sito - in contrapposizione a quell'odiosa scritta "negro" che fu pubblicata in tutti i quotidiani nazionali nei giorni del caso Bonsu. Per fortuna la cronaca registra anche momenti completamente diversi: vedi ad esempio la fotogallery sulla festa dei senegalesi a Fidenza.
Un lungo viaggio da percorrere insieme, dunque, sfruttando le possibilità del giornalismo-web, dove anche i lettori possono essere protagonisti. Un viaggio che oggi prende il via con le prime testimonianze:
1) CLEO ADRIEN DIOMA - Nato in Bourkina Faso, a Parma da diversi anni. E' giornalista ed è l'anima della manifestazione "Ottobre Africano"
2) LORENZO LASAGNA - assessore comunale ai servizi sociali
3) Quando multiculturale fa rima con festa: intervista a Giacomo Truffelli - intervista a Abdou Ba
4) ALUISI TOSOLINI - preside liceo Bertolucci
Immigrati a Parma: quali proposte per il futuro? Dite la vostra nello spazio commenti di questo articolo
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