Caterina Zanirato
Ho teso la mano a Parma e i suoi cittadini me l’hanno afferrata». Gentian Alimadhi, 37enne di origine albanese, ieri è diventato cittadino italiano dopo 17 anni dalla prima volta in cui ha toccato il suolo del nostro Paese.
Sorride, mentre l’assessore alle Politiche sociali, Lorenzo Lasagna, gli legge il giuramento che dovrà ripetere, dichiarando fedeltà alle leggi dello Stato e alla Costituzione. «Sono avvocato, conosco bene la Costituzione, la stimo e la rispetto» commenta.
Sul barcone della speranza
Ma è inevitabile che nel momento del conferimento della sua nuova cittadinanza i ricordi di tutti gli sforzi fatti ritornino alla mente: Gentian è infatti arrivato a Otranto quando aveva 20 anni, da clandestino e senza parlare una parola di italiano, a bordo di uno dei tanti barconi della speranza.
«Vivevo in un container»
E poi, passo dopo passo, si è tracciato la sua strada: «Avevo 20 anni quando ho deciso di venire a vivere in Italia - racconta -. Ero iscritto a Architettura, ma in Albania non potevo continuare a vivere. Così ho raggiunto mio fratello a Parma».
«All’inizio - continua Gentian - è stata molto dura: vivevo in un container, abusivo e clandestino. Ho trovato lavoro in un calzaturificio della provincia, dove mi sono spaccato la schiena per dimostrare il mio valore. Era la prima volta che lavoravo in vita mia. Se riguardo le foto di allora sembro malato, una larva umana. Ma i miei sforzi sono serviti qualcosa: nel '96, grazie alla sanatoria, mi è stato dato un permesso di soggiorno. Mi sembrava di sognare».
Dalla fabbrica all'università
Raggiunto questo primo obiettivo, però, Gentian non si è fermato: «Ho continuato a lavorare in questa fabbrica, ma ho iniziato a frequentare l’università. Volevo cambiare la mia vita: studiavo di notte, lavoravo di giorno. E’ stata molto dura, ma nel 2003 sono riuscito a laurearmi, mentre nel 2005 mi sono iscritto all’albo dei patrocinatori legali, E nel 2009 sono diventato avvocato. Nel frattempo ho conosciuto la ragazza che sarebbe diventata mia moglie, dalla quale ho avuto una splendida bambina, Noemi».
Parma città aperta
Una vita intensa, che Gentian ha portato avanti senza ripensamenti: «Ora vivo Parma come la mia città. Jacques Delors, il padre dell’Europa, afferma che l’educazione non compirebbe la sua missione se non formasse cittadini radicati nelle loro culture, ma non di meno aperti a quelle degli altri per il progresso della società. Questo principio lo vedo rispettato da Parma».
Lasagna commosso
Commosso, durante la cerimonia, anche l'assessore Lasagna: «Gentian è un esempio per tutti. Il suo è un messaggio di fiducia nel futuro, per noi e per i suoi connazionali».
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