Sono 15 le protesi mammarie «difettose» - con silicone industriale e a maggior rischio di rotture - dell'azienda francese PIP (Poly implants prothese) impiantate a Parma e provincia. Lo ha reso noto l’assessorato regionale alla Salute, che aveva avviato nelle settimane scorse, seguendo le indicazioni dell’ordinanza dei primi di gennaio del ministero della Salute, il monitoraggio sugli impianti eseguiti dal 1° gennaio 2001 in tutte le strutture.
Nei giorni scorsi il direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, Leonida Grisendi, aveva spiegato che sei protesi mammarie Pip erano state impiantate fra il 2001 e il 2002 all'ospedale Maggiore, aggiungendo però che si trattava di un prodotto con idrogel e non con silicone. Il comunicato della Regione non chiarisce in quali strutture sono state impiantate le 15 protesi.
I dati, comunicati da Bologna al ministero entro il 24 gennaio come stabilito dall'ordinanza del ministero, riferiscono di 331 protesi Pip impiantate in Regione. Oltre alle 15 impiantate a Parma, 126 a Rimini, 124 a Bologna, 59 a Ravenna, tre a Forlì, due a Modena, due a Cesena, nessuna a Piacenza, Reggio Emilia, Imola, Ferrara.
Secondo il parere espresso dal Consiglio superiore di sanità (organo tecnico-consultivo del ministero della Salute) a cui si è richiamato nella sua ordinanza il ministero, per le protesi Pip, ritirate dal commercio in Italia dall’1 aprile del 2010, non esistono prove di maggior rischio di cancerogenicità ma sono state evidenziate «maggiori probabilità di rottura e di reazioni infiammatorie».
Pertanto – ha precisato ancora il Consiglio superiore di sanità – le donne che hanno subìto un impianto sono invitate a discutere la loro situazione con il proprio chirurgo.
I centri dove stati eseguiti gli impianti «sono richiesti di essere parte attiva nel richiamare le pazienti» per discutere con loro la situazione.
Per quanto riguarda in specifico la possibilità dell’espianto della protesi, il Servizio sanitario si farà carico degli interventi medico-chirurgici se ci sarà un'indicazione clinica specifica.
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