Contro il dolore cronico acuto arriva la «Scrambler therapy»
Chiara Pozzati
Esistono vari tipi di dolore. Quello improvviso che esplode indomabile e quello silenzioso, che logora giorno dopo giorno consumando voracemente anima e corpo. Qui non si tratta solo di una questione «clinica», ma di disperazione che diventa compagna di vita. Per risalire da questo tunnel di sorda sofferenza arriva la «Scrambler therapy» già attiva all’ospedale Piccole Figlie di Parma. «Calmare MC-5A», questo il nome del dispositivo cardine della terapia, è particolarmente efficace nel trattamento del dolore cronico, neuropatico e oncologico.
Terapia antidolore innovativa
«Non si tratta di una cura alternativa - appunta Giorgio Bordin, direttore sanitario della struttura di via Po - ma di uno strumento ulteriore e prezioso nella lotta a gravi sofferenze. Sofferenze spesso immuni ad altre elettroterapie e trattamenti con oppiacei». A vederla, la macchina pare una radio antica, con manopole argentee e cinque piccoli cavi che terminano con due sensori ciascuno. Eppure quella scossa, quasi impercettibile, è una scintilla di speranza. «Contrariamente ad altri trattamenti che sfruttano gli impulsi elettrici per «bloccare» la sensazione dolorosa - prosegue il medico - questa apparecchiatura produce impulsi che si sostituiscono alle informazioni di sofferenza destinate al cervello, così da renderle vane». «Si tratta di una bugia a fin di bene indirizzata al sistema nervoso - aggiunge l’esperto - e il dolore viene bypassato».
Le modalità del trattamento
Durante il trattamento, che utilizza corrente a bassissima intensità, il malessere viene azzerato e col procedere delle sedute, la Scrambler therapy garantisce una progressiva riduzione dell’intensità della sofferenza. L’efficacia clinica di questa apparecchiatura ha raggiunto traguardi non indifferenti: si parla di una percentuale che ammonta all’80% dei casi «anche se è bene ricordare che si tratta di un percorso clinico scandito dal tempo e soprattutto da uno staff medico competente». Niente bacchetta magica dunque, ma solo un’arma in più capace di portare sollievo nella vita di pazienti e familiari in balia di una sofferenza che non si placa. Il 19% della popolazione europea soffre di dolore cronico, in Italia la percentuale aumenta (siamo a 24%) e «si tratta di una patologia che, nella maggior parte dei casi è totalmente invalidante per chi ne è affetto» - annota ancora Bordin. E’ possibile che il dolore riaffiori nel tempo ma è altrettanto vero che la Scrambler therapy è innocua e non produce assuefazione: «Il paziente può infatti sottoporsi a più cicli terapeutici in completa sicurezza». «Calmare» deve essere «calibrata» a seconda delle persone che si sottopongono al trattamento «per questo oltre al fattore clinico è fondamentale quello umano - ha aggiunto Umberto Marangoni, amministratore delegato della Lei (Life Epistéme Italia), società che si occupa della diffusione di questa apparecchiatura - ecco perché l’ospedale delle Piccole Figlie è stato scelto come sede italiana per la formazione all’uso della macchina».
Parma è tra le prime città d’Italia (insieme a Roma e Milano) a usufruire di questa attrezzatura frutto di una cooperazione internazionale avviata dalla ricerca italiana.
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