Un cittadino ci chiede cosa si intende per “colpa medica” e se sussiste sempre o meno responsabilità da parte del medico nel caso non si verifichi il risultato sperato dal paziente.
Risponde l’avvocato Lorenzo Isoppo
E’ bene chiarire come con l’uso corrente dell’espressione «colpa medica» non si intenda una particolare sotto categoria di «colpa», bensì si descriva il comportamento (meglio sarebbe parlare di condotta) in cui si evidenzi la violazione di diligenza “qualificata” richiesta nelle obbligazioni tipiche del professionista intellettuale (nel caso specifico il medico), secondo i criteri dettati dall’art. 2236 c.c. e 1176 c.c. Al fine di meglio comprendere i termini del problema dobbiamo tuttavia premettere che l’obbligazione del medico è generalmente di mezzi e non di risultato, tranne casi particolari quali ad esempio la chirurgia estetica, in cui il chirurgo si impegna espressamente a fornire un determinato risultato estetico precedentemente richiesto. Il paziente dovrà, in ogni caso, essere posto nelle condizioni di ricevere una prestazione rispettosa di tutte le regole della «buona arte medica» e il sanitario sarà tenuto ad adempiere con perizia e diligenza. In tal senso la Giurisprudenza di Cassazione:
«la responsabilità del medico trova titolo nell’inadempimento delle obbligazioni in base al combinato disposto degli art.li 1176 c.c. comma 2 e 2236 c.c. … trattandosi di obbligazione professionale ... la diligenza richiesta al medico è non già quella ordinaria, del buon padre di famiglia bensì quella ordinaria del buon professionista».
Cass Civ. 31 maggio 2006 Conseguentemente, sebbene l’inadempimento del professionista non possa essere desunto automaticamente dal mancato risultato (utile e sperato dal paziente), lo stesso inadempimento dovrà essere valutato proprio sulla base della possibile violazione dei doveri di diligenza. Da ultimo ricordiamo che se la prestazione richiesta risulti di natura «routinaria» il medico risponderà addirittura per colpa lieve e non per colpa grave. L'art. 2236 c.c. (che, nei casi di prestazione che implichino la soluzione di problemi tecnici particolarmente difficili, limita la responsabilità del professionista ai soli casi di dolo o colpa grave) non trova applicazione per i danni ricollegabili a negligenza o imprudenza, dei quali il professionista risponde anche solo per colpa lieve. Motivo per cui l'applicazione dell'art. 2236 c.c. è circoscritta ai casi di imperizia ricollegabili alla particolare difficoltà di problemi tecnici che l'attività professionale in concreto renda necessario affrontare.
Ci telefona un cittadino: «Sono soddisfatto della possibilità che mi ha dato il progetto ‘Salute per Parma’ di sottopormi a visita e accertamenti diagnostici per un dolore alla spalla che avrei creduto serio, e che invece, tempestivamente arginato, si è risolto con mia soddisfazione e con poca spesa».
Risponde il dottor Fabrizio Pallini, delegato del sindaco alla Sanità, Politiche per la salute:
Quanto rilevato dal nostro concittadino rappresenta uno degli obiettivi propri del progetto «Salute per Parma tariffe agevolate» e cioè la possibilità di accesso, a tariffe agevolate appunto, a quelle prestazioni non inserite nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) come le cure fisioterapiche, odontoiatriche, termali, sportive, ecc. che non salvano la vita, ma, migliorandone la qualità, la allungano. Ciò porta ad una riduzione dei costi per le terapie mediche, i ricoveri ecc. inducendo pertanto un notevole risparmio per il Servizio sanitario nazionale, che può così impegnare le risorse risparmiate a favore di altri settori. Ai risparmi vanno aggiunti poi quelli della spesa dell’Inps per le malattie e delle imprese per le giornate di astensione dal lavoro. Il sistema Paese ne guadagna anche attraverso una maggiore produttività e ne guadagna la comunità di Parma con una maggiore competitività.
Una ricerca del Censis del dicembre 2009 dice che il 30% della popolazione in Italia, per effetto della crisi economica, si è dovuta astenere dal curarsi. Ne consegue, oltre al resto, che questa situazione porterà ad un aumento nel medio-breve della spesa sanitaria pubblica.
«Salute per Parma» persegue gli obiettivi sopra citati, tutto ciò senza porsi in contrasto o in concorrenza con il Ssn, ma a supporto laddove i tempi per le prestazioni siano troppo lunghi e non soddisfino le aspettative e le necessità delle persone facilitando l’accesso alle prestazioni sanitarie a pagamento con una tariffa agevolata ed attraverso un sistema di prenotazione semplice ed efficiente puntando in particolare sulle agevolazioni tariffarie di quelle prestazioni escluse dai Lea (livelli essenziali di assistenza).
Ed in effetti la richiesta di prestazioni di questo tipo da parte degli utenti, sempre raccomandata da tutti i medici come «prevenzione» di effetti più gravi e a volte invalidanti, è attualmente attestata su numeri alti. Questa Agenzia sta completando l’elaborazione delle prestazioni finora erogate da «Salute per Parma» che comunque si attestano ben oltre i 25mila accessi con ampia prevalenza per la fisioterapia e le cure odontoiatriche».
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