Nuova tecnica per ovviare ai difetti della vista
Nell’ambito dell’ottavo Congresso Internazionale della Società Oftalmologica Italiana, che si è svolto a Roma, si è tenuto un incontro sulla Chirurgia Refrattiva nel corso del quale Roberto Carnevali, referente dell’Unità operativa di Oculistica della Casa di cura Città di Parma, ha tenuto una relazione su un nuovo tipo di intervento da lui messo a punto. «La chirurgia refrattiva riguarda gli interventi per la correzione dei vizi di refrazione. Una volta si parlava di «chirurgia della miopia»; oggi si trattano con successo anche ipermetropia ed astigmatismo e in certi casi anche la presbiopia - spiega Carnevali -. In pratica si possono affrontare chirurgicamente tutti i difetti di vista che richiedono l’uso di occhiali. La maggior parte degli interventi viene eseguita con il laser ad eccimeri, ma con numerose varianti. Tutti agiscono sulla cornea che, per intenderci, è la membrana su cui poggiano le lenti a contatto, rimodellandone la curvatura. La cornea è in realtà una lente dell’obiettivo oculare e il laser ne rimodella la superficie modificandone il potere. Potremmo dire che l’intervento consiste nello scolpire sulla cornea una specie di lente a contatto chirurgica». «La superficie corneale è rivestita dal cosiddetto epitelio, una sottile membrana, formata da cellule che si rinnovano continuamente, che ha lo scopo di proteggerla e di renderne levigata la superficie - Continua Carnevali -. Nella tecnica tradizionale il laser viene applicato direttamente, ma in questo modo l’epitelio viene distrutto. Nel giro di alcuni giorni si riforma, ma in questo periodo viene a mancare una protezione superficiale e vi sono fastidi come sensazione di corpo estraneo ed intolleranza alla luce. Una tecnica chirurgica, già in uso da tempo, prevede di sollevare l’epitelio e riposizionarlo dopo l’applicazione del laser in modo da garantire una migliore protezione nel periodo postoperatorio. La tecnica è vantaggiosa, ma la separazione dell’epitelio, che misura solo cinquanta micron di spessore, non è semplice e questo ne ha un po’ ostacolato la diffusione». «Da tempo - spiega Carnevali - ho messo a punto un particolare strumento chirurgico che viene inserito sotto l’epitelio e lo separa dal tessuto sottostante. E' poi semplice sollevare il lembo epiteliale prima di applicare il laser per riposizionarlo al termine del trattamento. La novità sta appunto in questo strumento, per la cui costruzione mi sono avvalso della collaborazione di una azienda di strumenti chirurgici che mi ha fornito i primi prototipi. Oggi questa strumentazione è stata perfezionata e messa in commercio col mio nome». L’intervento è quindi già operativo? «Certamente, io lo sto utilizzando da tempo e molte persone di Parma sono già state trattate con questa tecnica».
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