Margherita Portelli
L'accordo raggiunto ieri all’Ausl cittadina ha il valore di un progresso - terapeutico e culturale - che rende Parma un esempio da seguire.
Un significativo passo avanti per la lotta alla Sla è stato compiuto, infatti, grazie alla firma del protocollo d’intesa siglato da Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), Ausl e Azienda Ospedaliero-Universitaria, che prevede l’inserimento, per tutto il 2011, di un medico palliativista nell’équipe multidisciplinare di specialisti, che attualmente hanno in cura i circa quaranta malati di Sla del territorio di Parma e provincia.
Le cure palliative, definite dall’Oms «forme di assistenza attiva dei pazienti la cui malattia non risponde al trattamento curativo, al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro famigliari», sono troppo spesso associate, secondo il presidente nazionale di Aisla Mario Melazzini «unicamente alla malattia oncologica, o alla fase finale della vita - dichiara -. Non deve essere così, il medico palliativista deve affiancare il malato da subito, nella quotidianità della gestione e della pianificazione dei servizi che devono essere condivisi con la persona e con la famiglia».
Da oltre due anni l’Aisla di Parma, con l’Ausl e l’Azienda Ospedaliero Universitaria, stava lavorando al progetto che si è concretizzato con la firma di ieri: secondo l’intesa il medico palliativista, integrato nel team di professionisti, affianca nella cura del malato il medico di medicina generale o lo specialista, l’infermiere, l’assistente sociale, lo psicologo e le altre figure professionali eventualmente coinvolte, sia in strutture di ricovero che a domicilio dei pazienti.
Matteo Moroni, il palliativista che seguirà i malati di Sla di Parma, si è detto «ansioso di iniziare» e ha quindi specificato: «E' un risultato importante anche dal punto di vista culturale».
Di estrema soddisfazione le parole con cui Massimo Fabi, direttore generale dell’Ausl, ha commentato il protocollo.
«Si tratta di un primo percorso diagnostico-terapeutico che si basa su un intervento congiunto e integrato - ha spiegato -. Il contributo dato da Aisla per arrivare a questo traguardo è stato fondamentale».
Luca Sircana, direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, ha ribadito il compiacimento per un progetto che sta dalla parte del malato e delle famiglie.
«La figura del medico palliativista sarà di supporto e di aiu-
to anche alle altre figure professionali - ha puntualizzato -. Questo risultato ha richiesto l’impegno e il coinvolgimento di tanti operatori che ci tengo a ringraziare».
Il plauso è infine giunto anche dalla Regione: «Parma ha perfettamente inteso il messaggio che stiamo cercando di diffondere sulla Sla» le parole di Salvatore Ferro, del servizio presidi ospedalieri della Regione Emi-
lia Romagna. A conferma delle speranze espresse dal presidente Melazzini, Fabi e Sircana hanno infine specificato l’intenzione, a fine anno, di stabilizzare la figura del medico palliativista nei percorsi polispecialistici attivati.
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