Nicole Fouquè
Il cane, si sa, è per antonomasia il miglior amico dell’uomo e non finisce mai di dimostrare amore incondizionato e devozione nei confronti del proprio padrone; di risposta l’essere umano, nella più auspicabile delle ipotesi, contraccambia offrendo al proprio amico quadrupede una vita serena e fatta di giochi e di tante corse insieme. Sì ma dove? Già, perché nonostante nella nostra città siano quasi una quarantina le aree verdi destinate ai cani, non si possono certo definire delle perfette oasi adibite per lo sgambamento. Da Nord a Sud non c’è quartiere che non abbia la discussa area cani, e se da una parte ci sono i residenti o le mamme che non amano che i cani giochino nello stesso prato dove corrono i bambini, dall’altra ci sono i proprietari che «denunciano» una situazione di vero degrado degli spazi a loro dedicati.
Navigando in rete sono poi molti i blog che parlano proprio di questa problematica, creando dei veri e propri dibattiti sulla questione. Basta fare poi una passeggiata all’interno dei vari parchi cittadini per imbattersi in padroni che con le proprie bestiole decidono di «sfidare» la sorte liberando il cane non nella zona a lui riservata e rischiando quindi una salata contravvenzione. «La vigilia di Natale si sono presentati qui al parco due agenti della polizia municipale - spiega sdegnata una signora al parco Falcone-Borsellino -: volevano fare la multa a me e ad altri proprietari perché tenevamo i nostri cani sciolti non nell’area recintata. Ma come si fa, dico io, ad entrare lì dentro quando c’è fango ovunque e la rete rotta?».
A questa lamentela si uniscono altre voci pronte a portare la propria testimonianza: «Il mio cane Zoe si è fatto male proprio oggi - spiega Valeria Ubaldi - questa rete è pericolosa perché i cani andandoci vicino e provando a uscire dai buchi si possono tagliare. Inoltre da 1 mese la fontana è gelata e per farli bere dobbiamo venire muniti di ciotola e bottiglietta d’acqua». Simona Baccelli invece parla della situazione di via Genova: «L’area cani è in stato di totale abbandono, tra il fango e le conche d’acqua che ci sono non si torna mai a casa puliti e il mio cane Artù, essendo un labrador, ama rotolarsi proprio nella melma. Poi mancano i sacchetti per la raccolta degli escrementi, è vero che noi proprietari dovremmo esserne provvisti, ma a volte può capitare di finirli e comunque servono anche per educare un buon cittadino».
Altra zona della città, altro parco ma stessa situazione e stesse lamentele: «Noi proprietari dobbiamo ingegnarci di giorno in giorno per sopperire alla mancanza di manutenzione - spiega Francesco -: adesso abbiamo “realizzato” una chiusura per il cancello d’accesso all’area del parco Ducale: un artigianalissimo bastoncino di legno che ne blocca l’apertura».
«Io ho una lupa cecoslovacca e devo dire che per lei l’area è piccola - interviene Roberto Buzzoni -. Ora come ora è accessibile solo grazie a quei proprietari che ogni giorno se ne occupano; d’estate poi diventa davvero maleodorante».
Tra i problemi segnalati dai padroni dei cani c’è anche la mancanza di una regolarizzazione di aree: chi ha i cani di piccola taglia infatti non sempre decide di farli entrare nello stesso recinto insieme a quelli più grandi. «Il mio cane è di razza corgi quindi a zampa corta - spiega Giuliana Bertinelli -: nonostante sia una cucciola e di buon carattere non mi fido a inserirla negli spazi con i cani più grossi, anche solo giocando potrebbero farle del male. Di conseguenza sarebbe adeguato creare due aree per dividere le taglie, un po’ come le scuole medie e le elementari».
Dello stesso parere anche Germana Bragazzi che con il suo Napoleone si trova ad avere lo stesso problema: «Il mio cane oltre ad essere di taglia piccola è anche anziano e nelle aree manca una custodia; spesso tra i proprietari si creano dei vari “boss” che ne detengono il monopolio». Quello che i vari «genitori» di cani si auspicano è che le istituzioni cittadine tengano ben presente i diritti degli animali riuscendo così a trovare un giusto accordo per la manutenzione e la corretta gestione delle aree verdi. E’ altresì vero che gli stessi proprietari che dovessero decidere di non usufruire delle aree loro riservate, devono comunque attenersi alle vigenti norme sia raccogliendo le deiezioni lasciate dai propri animali sia tenendoli al guinzaglio; questo garantirà così un quieto vivere e che la colpa di un singolo non ricada su tutti.
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