Cani, cavalli e un pappagallo sull'«Arca di Noè»
Giorgio Camisa
Si sono conclusi a Isola di Compiano i festeggiamenti dedicati a Sant’Antonio Abate. Mai come quest’anno in montagna è stato ricordato il santo protettore degli animali: da Bardi a Bedonia, da Borgotaro ad Anzola e poi anche nelle piccole frazioni centinaia di persone con i loro animali hanno partecipato alle varie celebrazioni religiose e alle feste organizzate dagli agricoltori e dai contadini. L’ultimo appuntamento era fissato ieri mattina a Isola di Compiano, nella chiesa parrocchiale dedicata al santo: monsignor Domenico Ponzini della diocesi di Piacenza-Bobbio ha presieduto la messa solenne accompagnata dal canto e dalla musica sacra del maestro Alessandro Lusardi. Al termine della celebrazione il sacerdote accompagnato dai ministranti ha benedetto gli animali. Tanti i cavalli, molti dei quali arrivati per l’occasione dall’azienda agricola Le Carovane di Luca Marcora, ma soprattutto tanti animali da compagnia e da cortile: cani, gatti, galline, criceti e anche un pappagallo che non ha perso l’occasione per ripetere alcune parole del sacerdote. La devozione a Sant’Antonio Abate, uno dei 14 santi ausiliatori maggiormente venerati nel mondo cristiano, è molto sentita dagli abitanti di queste zone. Il santo che condivideva con San Francesco d’Assisi il grande amore per gli animali è anche venerato da molti fedeli che attribuiscono a Sant’Antonio le intercezioni e la guarigione dell’Herpes zoster conosciuto comunemente come il «Fuoco di Sant’Antonio». Anche per questo tanti credenti hanno portato alcuni indumenti perché il santo protegga e guarisca chi è stato colpito da questa malattia, si è poi ripetuta la benedizione del sale, alimento purificatore degli animali.
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