La convivenza tra cani e gatti
Gentile dott.ssa,
due problemi di cui le affido la risposta. Il primo riguarda un gattino che ho appena adottato, ritrovandolo in strada nei pressi di un cassonetto delle immondizie. Mi hanno riferito che i gatti possono essere portatori di malattie che si possono trasmettere all’uomo. E’ vero? Tenga conto che ho una nipotina di sei anni che ce l’ha sempre addosso. Il secondo problema riguarda l’eventuale adozione di un cane di una mia carissima amica che non vede l’ora di appiopparmelo conoscendo il mio amore per gli animali. La bestiola ora ha 40 giorni, è svezzato e mi pare molto calmo. Me lo posso portare a casa e metterlo assieme al gatto? Spero non mi consideri un po’ matta, ma il desiderio di avere due animaletti in casa mi dà molta gioia.
Gentile signora, affido la prima risposta a un noto infettivologo, il dott. Mauro Moroni che, a proposito della cura delle persone ricoverate con gli animali, afferma: “Un gatto in ospedale non porta più batteri di un mazzo di fiori”. La trovo bellissima. In effetti nella mia vita professionale, nonostante sia possibile la trasmissione di alcune patologie dall’animale all’uomo (zoonosi), ho potuto osservare solo qualche caso di micosi che dal gatto era passata alle persone, con formazione di aree alopeciche tondeggianti, rossastre e un po’ rialzate rispetto alla cute. Niente di più. Visto che lei ha trovato il micio per strada e pertanto nulla sa di lui e in particolare dove ha vissuto, consiglierei una bella visita veterinaria per stabilire che sia sano. Nel frattempo la bimba si lavi sempre bene le mani dopo ogni contatto col gattino. Per quel che concerne la seconda domanda, prima di adottare un qualsiasi cucciolo è necessario attendere che abbia compiuto almeno due mesi dato che la separazione dalla madre e dagli eventuali fratelli prima di questa età potrebbe favorire l’insorgenza di problemi comportamentali in età adulta.
La deprivazione materna, infatti, può causare serie ripercussioni sulla capacità del cane a riconoscersi come tale, non riuscendo poi ad adattarsi a nuove situazioni ambientali. Anche un recente studio che ha messo a confronto gli animali adottati prima dei due mesi e quelli dopo i sessanta giorni testimonia la veridicità di tale teoria. In questa ricerca si è infatti cercato di capire se ci fosse una correlazione tra l’età dell’adozione e l’insorgenza di alcuni problemi comportamentali dei cani quali ad esempio gli abbaiamenti ripetuti, i comportamenti distruttivi, l’aggressività anche nella difesa del cibo, le morsicature durante il gioco, l’atteggiamento di timore soprattutto durante le passeggiate e il rincorrersi la coda in maniera ossessiva.
Dopo aver preso in considerazione 140 cani adulti di un’età compresa tra i 18 mesi e i 7 anni si è visto che le turbe del comportamento erano molto più evidenti nei cani che erano stati allontanati dalla madre prima dei sessanta giorni di vita e che quelli che avevano meno di 36 mesi mostravano maggiori probabilità di sviluppare comportamenti distruttivi rispetto a quelli più adulti che, all’opposto, presentavano comportamenti ossessivi quale il rincorrersi la coda. Per i cuccioli allontanati precocemente si consiglia un costante rapporto con altri cani equilibrati.
Mi auguro di aver risposto in maniera esaustiva alle sue domande.
Inserisci il tuo commento