Stop alla tratta di cuccioli
Rose Ricaldi
Un grande traguardo nella legislazione italiana a tutela dei nostri amici animali è stato raggiunto nei giorni scorsi, grazie all'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge contro la tratta clandestina di animali da compagnia, un mercato in continua crescita che ogni anno vede coinvolti migliaia di pet, soprattutto cuccioli provenienti dai Paesi dell'Est europeo. «Plaudiamo al disegno di legge che il Consiglio dei Ministri ha approvato a tutela degli animali e delle famiglie che vivono con cani e gatti, per stroncare il vergognoso traffico dei cuccioli dall’Est, grande fonte di rischi sanitari come la reintroduzione della rabbia, maltrattamento di animali, evasione fiscale». spiega il presidente della Lav Gianluca Felicetti. «Si introduce così uno specifico reato penale di traffico clandestino organizzato di animali da compagnia, prevedendo la contestuale pena della reclusione e la multa, così come vengono codificate le fattispecie di introduzione e rivendita illecita di animali da compagnia oggi ampiamente diffuse e non perseguite compiutamente per assenza di specifiche violazioni con nuove sanzioni amministrative per ogni animale introdotto».
Il Ddl appena approvato inasprisce inoltre le pene previste dal titolo IX-bis del Codice penale contro l'uccisione e il maltrattamento di cani, gatti & c., mettendo fuorilegge le pratiche di tagli di code, orecchie, asportazione di unghie o denti effettuate a scopi non terapeutici. «E' la prima volta» precisa Felicetti «che un Governo, e per questo ringraziamo in particolare il ministro degli Esteri Franco Frattini, ha posto mano ad uno strumento legislativo diretto, ratificando una convenzione del Consiglio d'Europa per la quale eravamo rimasti ultimi nel Continente e fornendo, con il sostegno dei ministeri della Giustizia e del Lavoro, Salute e Politiche sociali, strumenti concreti d'intervento efficaci a Magistratura e Forze di Polizia». «Il provvedimento annunciato dal ministro Frattini» prosegue Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa «e largamente condiviso dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, nonché dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, sarà un importantissimo strumento per reprimere il commercio criminale di animali, molti dei quali muoiono tra atroci sofferenze durante il loro trasferimento in Italia».
Il tasso di mortalità dei cuccioli nel periodo che va dal trasporto a pochi mesi dopo l'arrivo nel nostro Paese è di circa il 50% ma, nonostante questo, il giro d'affari annuo frutta agli aguzzini qualcosa come 300mila euro.
«Non appena il Parlamento ratificherà la convenzione, chiunque sia responsabile di tale reato potrà essere condannato fino a 15 mesi di reclusione, con pena aumentata di un terzo se gli animali hanno meno di otto settimane di vita», conclude la Rocchi. «Il mio più vivo auspicio è che il Parlamento possa approvare quanto prima la legge di ratifica e che, come anticipato dal ministro degli Esteri, le nuove norme entrino in vigore prima delle feste natalizie».
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