Il «canile» di Enzano: 70 cani e 30 gatti cercano casa
Settanta cani e trenta gatti cercano casa. Gli animali li tiene Marcella Turri, presidente dell'associazione «Caniegatti&Co», ma dovranno essere trasferiti. Il «canile», privo di qualsiasi autorizzazione in materia, è cresciuto a Enzano col passare degli anni, nel fabbricato rurale concesso dal 1993 in comodato d'uso gratuito alla Turri.
Poco a poco, in quel rustico dove potevano essere tenuti «animali domestici, ma in numero limitato onde evitare molestia al vicinato» (come recita il contratto di comodato) la Torri ha accumulato vari cani ricevuti da conoscenti o trovati. Ora ne ha una settantina, oltre a una trentina di gatti.
L'anno scorso, per far chiudere il canile abusivo di strada del Fienile 16 gli abitanti di Enzano costituirono un comitato spontaneo chiedendo l'intervento dell'allora sindaco Franco Picelli e del servizio veterinario dell'Ausl. I residenti, «al di là della condivisibile e per certi versi meritevole attività di ospitare animali che altrimenti non avrebbero rifugio» rilevavano la presenza di «un eccessivo numero di animali in una struttura fatiscente e inadeguata» e si lamentavano in particolare per il rumore insopportabile provocato dal ripetuto abbaiare degli animali, soprattutto nelle ore notturne.
A Enzano sono successivamente intervenuti sia i Nas che controllori incaricati dall'Ausl. Di fronte alla inadeguatezza delle strutture sono state elevate anche sanzioni pecuniarie per quasi 5 mila euro. La Turri ha effettuato alcuni piccoli lavori per migliorare la struttura, che resta comunque «fuori legge», ma nel frattempo, il proprietario dell'immobile ha disdettato il contratto di comodato, che scadrà nel prossimo dicembre. In dieci mesi il «caso cani» dovrà trovare una soluzione.
Marcella Turri ha lanciato un appello per essere aiutata a trovare «una casa in grado di accoglierci. Da parte mia sono pronta a cambiare località. Di fatto - sottolinea - da sola accudisco un vero e proprio canile i cui costi per il Comune di Sorbolo sarebbero esorbitanti, così come i costi per mantenere i cani sfrattati in una struttura convenzionata».
«In realtà - spiega il sindaco Angela Zanichelli - la signora Turri non è titolare di canile o di licenze e ha accolto gli animali senza autorizzazione e senza mandato da parte del Comune. E il Comune non le ha mai dato cani, visto che abbiamo una convenzione con un idoneo centro di San Secondo. Di sicuro - spiega il primo cittadino - il numero degli animali presenti è inconciliabile con la situazione. Ora che il privato proprietario dell'immobile vuole entrare in possesso del fabbricato, bisogna trovare una soluzione per i cani, che speriamo possa essere condivisa».
Già poche settimane dopo l'insediamento alla guida del Comune (lo scorso giugno), il sindaco Zanichelli, associazioni animaliste e la Turri hanno avviato incontri, anche alla presenza della nuova proprietà. «Insieme alla Provincia - sottolinea il primo cittadino - siamo alla ricerca di un terreno attrezzato per accoglierli. Almeno in parte. Siamo disponibili ad attrezzarlo utilizzando anche i fondi già destinati dalla Provincia per la struttura, ma poi bloccati, visto che il contratto di comodato andava ad estinguersi. Si dovrà comunque anche avviare un percorso di adozione dei cani, perché quello presente ora è un numero difficilmente collocabile».
Quello dell'adozione degli animali è uno dei nodi da affrontare, visto che finora la Turri non ne ha mai “affidati” a nessuno.
«Io - spiega Mario Marini, proprietario dell'edificio - non voglio mettere in strada nessuno e sono il primo a volere il bene dei cani, visto che ne ho tre. Il bene dei cani non è comunque quello di stare in un luogo inadatto».
«Ho acquistato un immobile - conclude - per costruirci una casa di civile abitazione per me e la mia famiglia, quindi auspico (e credo che sia nel mio diritto) di entrare nella piena disponibilità del bene nel momento in cui, il prossimo dicembre, scadrà il contratto di comodato, che è stato disdettato dal precedente proprietario».
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