Baganzolino, cane morto avvelenato
Soltanto un'ora prima scodinzolava felice nel cortile di casa, a Baganzolino. Il tempo di allontanarsi di appena cinquanta metri, fino all'argine del Po, e il suo destino è cambiato. Quando Bibo - un cane meticcio di un anno e mezzo - è rientrato, il suo padrone, l'agricoltore Romano Baratta, ha capito subito che qualcosa non andava. Mezz'ora dopo Bibo era morto. Morto avvelenato, come ha accertato anche il veterinario Gianfranco Ceresini.
L'ombra, ancora una volta, è quella dei bocconi killer. E l'amarezza è tanta. «Quando l'ho visto rientrare - spiega Baratta - ho capito subito che stava male. Come al solito ha cercato di mettermi le zampe sulle spalle e di “baciarmi” la faccia, ma questa volta lo ha fatto con fatica». Il respiro era affannoso e Bibo ha iniziato a tremare: purtroppo non c'entrava nulla il freddo di ieri. «Erano le 10 e mezza - racconta Baratta -, l'ho portato in casa e ho chiamato il veterinario». Gianfranco Ceresini è arrivato alla svelta, ma, spiega lui stesso «il cane era già agonizzante. La sintomatologia (bava alla bocca, tremore, respiro superficiale) è molto probabilmente riconducibile a un avvelenamento. Ma per stabilire con certezza quale sostanza ne abbia provocato la morte serve un esame autoptico». Sulle modalità dell'avvelenamento la famiglia Baratta ha pochi dubbi: «Pensiamo ai bocconi avvelenati - dice Isabella, la moglie di Romano -, per questo abbiamo già messo in guardia i nostri vicini. E non è nemmeno la prima volta che succede: 5-6 anni fa ci era morto così un altro cane. Avevamo anche fatto denuncia». Ora la cosa più difficile sarà spiegare ai nipotini perché Bibo non c'è più: «Era sempre lì a vegliare sui bambini che giocavano - ricorda ancora Isabella -, appena verranno a trovarci ci chiederanno subito di lui e dovremo dirgli cosa è successo». Per loro ci sarà ancora Bandi, l'altro cane «di casa»: «Fisicamente sta bene, per sicurezza lo abbiamo sottoposto a una cura preventiva». Ma non è più lo stesso perché - ne sono certi i padroni - anche a lui manca il «vecchio amico». I. M.
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