Rose Ricaldi
Aprire la sperimentazione su cani e gatti randagi, operare test invasivi sugli animali per scopi didattici, eseguire gli esperimenti senza anestesia, poter riutilizzare un animale già sottoposto a sperimentazione, attuare procedure che possono essere considerate vere e proprie forme di tortura, come l'isolamento per lunghi periodi di cani e primati o il nuoto forzato fino al completo esaurimento dell'animale: questi sono alcuni dei punti inseriti nella proposta di revisione della direttiva 86/609/CEE in materia di vivisezione che verrà sottoposta all'esame del Parlamento Europeo nella giornata di domani.
«Le nuove norme realizzano un compromesso tra i diritti degli animali e le esigenze della ricerca», ha commentato l’eurodeputata Elisabeth Jeggle del Partito popolare europeo. «E' una legge a misura di vivisettore, che non obbliga a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali neppure laddove esistono» ha risposto la Lega AntiVivisezionista, che all'indirizzo http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/ sta ancora raccogliendo firme di protesta. E al dissenso espresso dalla Leal si aggiunge quello di numerose altre associazioni animaliste, che su più fronti si stanno muovendo al fine di bloccare questa legge, considerata “una vergogna europea”.
Anche il ministro Michela Vittoria Brambilla e l'oncologo Umberto Veronesi, insieme ad esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e della scienza del nostro Paese, attraverso l'iniziativa “La Coscienza degli Animali” hanno diffuso un appello rivolto ai parlamentari europei, che può essere sottoscritto all'indirizzo www.lacoscienzadeglianimali.it.
«La nostra è prima di tutto una battaglia di civiltà: occorre promuovere metodi alternativi che superino la vivisezione e i test sugli animali - ha spiegato il ministro Brambilla.
«Trovo che far passare una siffatta revisione nel 2010 sarebbe un grosso ritorno al passato che non vogliamo nemmeno pensare possa accadere». Secondo Michela Kuan, responsabile nazionale Lega AntiVivisezione, però tutte queste meritevoli iniziative sono destinate a non trovare accoglimento perché «purtroppo il nuovo testo della direttiva si può considerare definitivo, rappresentando il voto di domani solo una formale approvazione».
Il processo di revisione della direttiva 86/609/CEE è iniziato infatti nel 2008. «L’iter è stato lungo e complesso» - ha spiegato la Kuan «e i membri del Parlamento europeo sono stati fortemente condizionati dalle posizioni della miliardaria industria della ricerca, risultate determinanti nella stesura del testo finale, nonostante la lobby politica delle associazioni animaliste e la posizione fortemente contraria alla sperimentazione animale espressa dall’opinione pubblica europea».
La responsabile Lav ha infine aggiunto: «A questo punto è fondamentale che nell’iter di recepimento della Direttiva come Decreto nazionale il Governo italiano informi la Commissione europea delle disposizioni nazionali in modo da mantenere i punti positivi già presenti nel Decreto vigente (D.lgs. 116/96) e integrarli con quelli europei».
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