Sessanta panettoni per le famiglie bisognose
Natalia Conti
Dopo la donazione dei giorni scorsi di 20 panettoni al reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale di Parma, il gruppo Panificatori di Parma, ha deciso di regalarne altri 60 alla Curia, direttamente nelle mani del vescovo Monsignor Enrico Solmi.
Un «dolce» dono che guarda alla fratellanza e all’altruismo, un gesto di solidarietà nei confronti delle persone meno fortunate e di tutti coloro che ogni giorno affollano gli istituti di carità. «L’intento primario è quello di poter essere vicino alle persone più deboli e anche con un piccolo gesto come questo, poter allietare il loro Natale - dichiara il vicepresidente dei Panificatori, Paolo Scaccaglia -. Un gesto in favore del sociale per le famiglie bisognose che possa regalare un sorriso». Sessanta panettoni artigianali e freschissimi, in linea perfetta con le tradizioni natalizie che in questo periodo vedono trionfare il classico dolce. Nonostante la ricetta considerata «classica», sia quella con uvetta, arance e cedro canditi, le ricette del panettone sono tra le più varie. «A vincere spesso è la fantasia - rivela il secondo vicepresidente dei Panificatori, Massimo Fornasari -. Ognuno ha la sua ricetta e le sue varianti. Dalle gocce di cioccolato, all’ananas, dal cocco alla ciliegia. In linea di massima l’impasto è sempre lo stesso, ma gli ingredienti che lo vanno ad arricchire variano a seconda dei gusti, dell’inventiva e della voglia di stupire i consumatori».
A ricevere un panettone simbolico di ben 3 kg, il vescovo Monsignor Enrico Solmi. «Il Natale è un momento in cui ognuno di noi ha l’opportunità di incontrare il meglio di sé stesso e della propria vita - afferma il vescovo -. Il Natale è una festa, il giorno in cui si festeggia la nascita di un bambino, un momento che ognuno di noi dovrebbe vivere nel migliore dei modi, cercando di andare alle sue radici e capirne a fondo il significato. Questa meravigliosa donazione porterà sulla tavola di chi ha bisogno, qualcosa che nasce dal cuore, un regalo inatteso che porterà un po’ di gioia nelle case di chi soffre». Nel momento difficile che ognuno di noi sta vivendo, «l’augurio sincero è quello di poter vivere un Natale vero - aggiunge Monsignor Solmi -. Un Natale che ci metta di fronte all’essenzialità delle cose, che ce le faccia vivere e sentire e che possa portarci a gesti e decisioni che testimonino realmente ciò che abbiamo dentro».
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