Siamo stati accolti a Likoni con canti e danze, con una grande ospitalità accompagnata da giochi e sorrisi di bambini. È difficile immaginare dall’Italia tanta accoglienza in un quartiere di Mombasa (Kenya) molto povero e malfamato». A raccontarlo è Sandro Tessoni, fotografo di 48 anni e volontario di Amurt Italia (con sede nazionale a Parma), che con la moglie Rosy Trombi, 47enne dipendente dell'Ausl, è andato a visitare i progetti che l'associazione ha realizzato nel Paese africano.
«Grazie all’aiuto dell’associazione “Gli altri siamo noi”, del personale e dei genitori delle scuole dell’infanzia del Comune di Parma e grazie alla generosità di privati cittadini, a Likoni sono stati costruiti un asilo, una scuola primaria e un ospedale. Le scuole sono frequentate da 1.800 bambini: molti di loro sono sieropositivi all’Hiv e orfani.
Questa comunità è molto importante per il futuro di Mombasa e direi anche del Kenya. I bambini hanno la possibilità di ricevere una buona educazione, che va dai 3 anni ai 10-12. Ricevono non solo una educazione scolastica di base, ma fanno anche teatro, musica e sport, sviluppano un senso di socialità positiva che li tiene comunque lontani dalla strada, da pericolose compagnie».
Sandro spiega cosa l'ha colpiti di più in questa esperienza.
«A livello emotivo il sorriso dei bambini e della gente di Likoni. Nella loro semplicità e povertà non manca mai un sorriso, sorriso che spesso manca a noi. Mi chiedo che cosa stia succedendo nella nostra ricca società. Mentre a livello razionale mi ha colpito la serietà e l’impegno che i bambini hanno nei confronti della scuola e delle attività extrascolastiche. Erano in divisa rossa e blu, concentrati nelle loro performance con il massimo impegno. Dai più piccoli ai grandi, cercavano di dare il meglio: per loro andare a scuola è un onore, anzi un privilegio e sanno che questo permetterà loro di avere un futuro migliore. Purtroppo la maggioranza di questi bambini è sieropositiva all’Hiv, la malattia che fa tante vittime in quest’area del Kenya. Infatti molti di loro sono orfani e questo è un grande problema, perché sono costretti a vivere con vicini o parenti, quando va bene, altrimenti si trovano nella strada».
Dada, è il nome del direttore del centro di Amurt a Likoni: «È una persona eccezionale - dice Tessoni - che è riuscita a costruire in poco tempo questa importante struttura. È di origine congolese e ha studiato in Francia. Dada vuole costruire una casa per i bambini orfani. Attualmente sono ospiti a casa sua, ma è piccola, ci sono solo due stanze, una per la cucina e una per tutto il resto: stanza da letto, per riunioni, eccetera. Per questo chiede il nostro appoggio, vuole dare una casa e una buona educazione ai bambini che vivono nella strada».
E ricorda che «tutti i 1.800 bambini che frequentano Amurt Likoni ricevono, oltre all’educazione scolastica, anche i periodici controlli medici per l’Aids e il pasto giornaliero. Il pasto è molto importante perché spesso arrivano bambini esausti, denutriti. Quando abbiamo lasciato Likoni abbiamo incontrato un uomo molto modesto che con un piccolo banchetto vendeva alcuni oggetti per sopravvivere.
Come ci ha visto ha detto: “Dada, you are a good man”. Lui è vedovo e suo figlio frequenta le strutture di Amurt Likoni. Può lavorare tutto il giorno sapendo che suo figlio non è nella strada, ma in una scuola e sta costruendosi un futuro migliore».
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