"Libero di muoversi": la parola passa ai cittadini
Laura Ugolotti
La battaglia contro le barriere architettoniche parte dai cittadini; prima ancora che dalle scelte politiche delle amministrazioni, prima dei progetti urbanistici, prima delle tecnologie, che comunque sono strumenti a cui non si deve rinunciare.
Con questo spirito è nato «Libero di muoversi», un progetto nato dalla volontà dell’omonima associazione che si è tradotto in un portale Internet e in un’applicazione per smartphone tramite cui i cittadini possono segnalare, in tempo reale, la presenza di barriere architettoniche nei luoghi pubblici, o al contrario la loro totale accessibilità. Il progetto, tutto parmigiano, è stato presentato martedì al Centro Congressi, nel corso di un incontro pubblico che aveva lo scopo di approfondire il concetto di «Infomobilità». «Grazie alle nuove tecnologie - ha spiegato Arcangelo Merella, di Anglat - oggi è possibile mettere in rete e condividere una serie di informazioni che facilitano la mobilità negli spazi urbani. A Parma molto è stato fatto in termini di sistemi informatici e di lotta alle barriere architettoniche, ma tanto è ancora da fare. Il servizio di car sharing, ad esempio, dovrebbe garantire la presenza di mezzi per disabili all’interno della flotta». «Gli strumenti informatici aiutano ad essere più vicini in minor tempo», ha confermato anche Nella Capretti, presidente di Noi per loro, ma non bastano.
«Così come non basta, per quanto sia indispensabile - ha aggiunto Cristiano Casalini, vicesindaco del Comune di Langhirano - progettare senza barriere. Senza l’educazione al rispetto da parte di tutta la comunità, senza una cultura diffusa del diritto all’accessibilità, che riguarda tutti, non solo i disabili, il problema non si risolve». Ed è proprio da un modo comune di intendere la mobilità che devono nascere quelle che Gabriele Balestrazzi, il giornalista di Gazzetta di Parma che ha moderato l’incontro, ha definito «Le idee nuove che servono ad una città che deve reinventarsi». «Liberi di muoversi», è proprio questo: «La possibilità di condividere informazioni che siano più oggettive possibili - chiarisce Alessio Garbi, presidente dell’associazione e sviluppatore dell’applicazione -, per dare l’esatta percezione di una barriera che, al di là delle definizioni di legge, può rappresentare un ostacolo piccolo oppure insormontabile». «Ldm» è gratuito e aperto a tutti. L’incontro di martedì è stata anche l’occasione per molti potenziali utenti di provare, in anteprima «su strada», il funzionamento dell’applicativo che sarà presentato a livello nazionale (www.liberidimuoversi.it).
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