Medici e volontari nei campi saharawi
L'amicizia si rinnova, l’impegno si consolida: Parma ancora a fianco del popolo saharawi. Partirà questa notte (venerdì) la delegazione parmigiana che per una settimana vivrà a stretto contatto con i profughi del deserto. Il gruppo, che rientrerà in Italia sabato prossimo, è composto da Sergio Bernasconi, direttore della Clinica pediatrica del Maggiore, Ferdinando Sandroni, delegato del Comune di Parma alla cooperazione internazionale, Gian Carlo Cacciani, responsabile del day hospital pneumologico del Rasori e dai volontari Chiara Cacciani (che accompagna il gruppo in qualità di consigliere di Help for children, l’associazione che organizza il viaggio di solidarietà), Dante Passerini, Marco Kubin,Yuri Bussi e Matteo Pavarani. Insieme a loro il delegato del sindaco per l'associazionismo Sandroni.
La questione saharawi è nota e racconta il dramma di un popolo costretto all’esilio dopo l’invasione da parte di Marocco e Mauritania dell’ex Sahara occidentale spagnolo. Ancora una volta, dunque, Help for children di Parma fa rotta nei campi in territorio algerino, dove vive parte di questo popolo lojntano dalla sua terra (ma organizzato in un vero e proprio Stato: il 27 febbraio ricorre l’anniversario della proclamazione della Repubblica).
Le occasioni per un nuovo incontro in Africa sono tante, a partire dalla Sahara Marathon, l’evento di solidarietà che porterà nel deserto atleti e volontari di tutto il mondo: un modo per tenere alta l’attenzione sulla causa saharawi. La delegazione parmigiana è eterogenea: ci sono volontari, alcuni alla loro prima esperienza tra i profughi, ma anche medici: l’obiettivo è capire come procedono i progetti sanitari avviati da Help for children con il contributo di diversi enti e associazioni, dalla farmacia al progetto sulla maternità con l’aiuto della Fondazione Cariparma. L’intenzione è migliorare e potenziare queste iniziative e promuoverne altre. Non solo: i componenti del gruppo visiteranno scuole e ospedali, incontreranno le autorità locali, e saranno ospitati dalle stesse famiglie saharawi. E ritroveranno tanti piccoli grandi amici: tutti quei bimbi che l’estate scorsa hanno lasciato le temperature torride del deserto per passare qualche settimana nel Parmense.
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