01/03/2010 -

Buone Notizie


Adas Fidas Barilla: il grande cuore dei donatori

 Laura Ugolotti

Ci sono realtà che, fortunatamente, non hanno ceduto davanti al periodo di crisi; ma che - anzi - proprio nella crisi hanno consolidato il loro impegno nel campo della solidarietà. E’ il caso del gruppo Adas-Fidas Barilla, che ieri pomeriggio, al Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore, si è riunito per la 41ª assemblea annuale.
 La riunione è stata l’occasione per premiare i donatori che hanno raggiunto i traguardi della prima, delle 5, 10, 20, 30, 50, 75 e 100 donazioni e, soprattutto, per fare un bilancio dell’attività del 2009. 
«Il gruppo è cresciuto - ha reso noto il presidente Augusto Bertolini -: sono aumentate le donazioni, abbiamo nuovi donatori e Adas Fidas Barilla si avvia a diventare uno dei più numerosi gruppi di donatori aziendali a livello nazionale». All’assemblea di ieri sono intervenuti anche monsignor Carlo Mazza, vescovo di Fidenza, e Luca Barilla, oltre a Michele Fedi, presidente provinciale Adas-Fidas e Enore Artusi, presidente onorario dell’Adas-Fidas di Parma. Tutti sono stati concordi nel sottolineare da una parte l’importanza della donazione di sangue e, dall’altra, la forza di un gruppo ormai storico, che conta quasi 500 donatori.
«Barilla è orgogliosa di voi - ha dichiarato il vicepresidente Luca Barilla -; la vostra presenza in azienda è ciò che fa la differenza tra Barilla e altre realtà industriali, che la rende un’azienda speciale». Il legame tra Barilla e il gruppo dei suoi donatori aziendali è nato un secolo fa, con la nascita della stessa azienda. Il gruppo incarna lo spirito di altruismo e la dimensione etica che l’azienda ha sempre portato avanti: «Non siamo dei santi - ha precisato Luca Barilla -; come azienda abbiamo il dovere di produrre un bilancio. Ma accanto alla dimensione economica non va dimenticata quella umana: la solidarietà che i nostri dipendenti hanno dimostrato di condividere è un valore fondamentale per noi. Lo era per mio nonno, lo era per mio padre e lo è oggi per noi tre fratelli, che vogliamo continuare questa tradizione. Papà diceva che voi siete l’aristocrazia del lavoro; con il vostro gesto fate qualcosa di nobile che ci onora, e per cui vi ringraziamo».
Valorizzare i donatori vuol dire, per Luca Barilla, riconoscere le persone semplici che «sanno diventare giganti. La vera ricchezza sta nell’umiltà, nella passione e nel rispetto per gli altri; e voi siete dei grandi». Anche monsignor Mazza, che ha concesso la sua benedizione, ha sottolineato l’importanza del gruppo: «Voi donate una parte integrante della vostra vita - ha detto -, e così facendo contribuite alla salute di tutta la società in un epoca in cui i valori si stanno sgretolando. Fino a che esisteranno persone capaci, come voi, di donarsi agli altri gratuitamente, non ci sarà crisi capace di minare le basi di una comunità». «La vostra scelta - ha aggiunto - è una valore aggiunto per l’azienda, siete un esempio per tutti».
Elogi per i donatori sono venuti anche da Fedi e Artusi: «Dopo i risultati straordinari del 2008 - ha dichiarato il primo - ci saremmo aspettati un calo per il 2009, ma ci avete smentito. I numeri, nonostante la crisi, hanno quasi raggiunto quelli dell’anno precedente, e i primi mesi del 2010 confermano un andamento più che positivo». «Sono stato tra i fondatori del gruppo, nel 1970 - ha aggiunto Artusi -; da 30 anni vedo gente donare sangue. La capacità di amare il prossimo è la vostra più grande forza». 
Tra i presenti anche la squadra del Lavezzini Basket, testimonial del gruppo Adas-Fidas Barilla.
 






E' un articolo veramente scritto con tecnica e sentimento. Non è stata tralasciata una sola parola di quello che è stato detto dagli intervenuti. Bravissima la Ugolotti. Roberto
inviato da Roberto Ghirardi il 03/03/2010 alle 17:03

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