Caterina Zanirato
Il bilancio annuale dell’Avis di Parma si chiude con un segno positivo. Sono stati 943, nel 2009, i nuovi aspiranti donatori che si sono sottoposti alla visita di idoneità e 657 quelli che hanno effettuato la prima donazione, a fronte di 400 donatori che hanno interrotto la loro attività e sono stati dimessi.
«I risultati sono stati straordinari - commenta il presidente dell’Avis comunale, Doriano Campanini, durante la 64ª assemblea annuale dell’associazione, che si è svolta ieri pomeriggio all’auditorium Cavagnari -. L’anno scorso le donazioni totali sono state 6.779, con un incremento del 5,5% rispetto agli anni precedenti. Di queste, le donazioni di plasma sono state 1.291, con un incremento del 6,3% e 305 quelle di piastrine (-2,24%). In totale, i donatori attivi, ovvero coloro che hanno effettuato una donazione negli ultimi 24 mesi, sono 4.751». Nonostante l'incremento delle donazioni, Campanini ha ricordato come per la prima volta in vent'anni si sia dovuti ricorrere a sangue importato da altre province: segno che la domanda aumenta e che servono ancora più donatori.
Unica nota dolente, per l’Avis Parma, il bilancio economico: «Purtroppo gli enti ci hanno già preannunciato che se già quest’anno hanno diminuito i loro contributi, il prossimo anno raggiungeranno i minimi storici - prosegue Campanini -. Quest’anno siamo riusciti a chiudere il bilancio in attivo di 400 euro. Per questo stiamo puntando sul coinvolgimento di nuovi volontari, che si dedichino all'attività di propaganda e di gestione dei donatori». E per coinvolgere i più giovani, l’Avis quest’anno ha fatto molto: si sono svolti progetti di comunicazione attraverso i social network, come Facebook e My space, si sono organizzati eventi sportivi e legati alla bellezza, si è sviluppato il giornale «Zeronegativo», si sono organizzate giornate evento come la «Befana Avis», una lotteria e la Festa del Dono.
Altra nota dolente, per l’Avis comunale, è il rapporto con l’Azienda ospedaliera: «Negli ultimi anni l'Avis comunale non è mai stata convocata ufficialmente dall’ospedale - commenta Campanini -, ma dentro all’ospedale ci siamo anche noi, che rappresentiamo quelle persone che hanno sfilato al Centro trasfusionale 6.779 volte. Vorremmo avere un rapporto più diretto con quest’istituzione». Un rapporto che potrebbe anche accelerare i tempi per rendere definitivamente operativo il centro Avis di San Pancrazio, pronto da circa un anno ma ancora non operativo come centro di raccolta sangue.
Presenti all’assemblea anche Giuseppe Scaltriti, presidente dell’Avis provinciale, Enore Guerra della Fondazione Cariparma e numerose autorità del mondo politico: Ferdinando Sandroni, delegato del sindaco all’Associazionismo, Lorenzo Lasagna, assessore alle Politiche sociali, Giuseppe Pellacini, assessore al Patrimonio, Marcella Saccani, assessore provinciale alle politiche sociali. E in prima fila non poteva mancare «Al Dsèvod», la maschera parmigiana, tra più attivi sostenitori della donazione di sangue.
Durante l’assemblea si è voluto inoltre dedicare un minuto di silenzio ai volontari scomparsi nell’anno appena concluso. Mentre un complimento speciale è stato rivolto ad Augusto Rossi, Franco Bonetti e Alfredo Gardelli, nominati cavalieri della Repubblica italiana per meriti nel campo del volontariato.