Un gruppo nato dall'entusiasmo di Amos Grenti
Se oggi esistono gli «Amici della Sierra Leone» lo si deve alla straordinaria figura di Amos Grenti, divulgatore scientifico in pensione nato a Solignano nel 1923. Nel 1986 si recò per la prima volta in Sierra Leone su invito del padre saveriano Renzo Vignato. Tra Grenti e il Paese africano scoppiò un amore a prima vista: da subito cominciò a prodigarsi per raccogliere fondi a sostegno dei progetti dei missionari delle diocesi di Makeni, in particolare della parrocchia di Lunsar. In questa attività Amos Grenti, divenuto un volontario instancabile, ha coinvolto un numero sempre maggiore di amici che lo hanno sostenuto nella realizzazione di scuole, pozzi, aie. Nel 2003, in coincidenza con l'ottantesimo compleanno di Grenti, per dare forza e continuità al lavoro svolto fino a quel momento dal volontario e dalla sua rete di sostenitori, si decise di dare vita a una Onlus, fondata dall'avvocato Giorgio Pavarani, dai commercialisti Mario e Pietro Valla, da Danilo Sardella, Enrico Dondi, Flavio Pinelli, Paolino Bergonzi, Carla Meletti, Giorgio Maghenzani e Alessandro Azzali . Presidente Amos Grenti, che ha mantenuto l'incarico fino al 2007, anno in cui gli è subentrato l'attuale presidente Adriano Cugini. Gli «Amici della Sierra Leone» di Parma sono in costante contatto con i missionari saveriani di Parma, i Giuseppini del Murialdo e il vescovo di Makeni Giorgio Biguzzi. Quando i religiosi propongono un progetto i volontari parmigiani si mettono in moto per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione attraverso una fitta rete di sostenitori, la sensibilizzazione di scuole e parrocchie, il contatto con industrie locali ed incontri sul territorio. Una volta all'anno una delegazione si reca in Sierra Leone per verificare i lavori effettuati e per apporre sulle opere la targa dei donatori. Tra i prossimi obiettivi la realizzazione del progetto «Adotta un villaggio» che prevede la realizzazione di un pozzo, un'aia, un magazzino del riso e una scuola nella località di Makali.
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