La solidarietà fa gol a grappoli
Enrico Gotti
Una festa per lo sport e per i donatori del sangue. Il torneo provinciale di calcetto giovanile del Centro sportivo italiano, diventa trofeo Avis. Sabato pomeriggio nel palazzetto Bruno Estasi di Corcagnano si sono sfidate le prime quattro squadre classificate nel torneo.
Una competizione a cui hanno partecipato quaranta società sportive. La finale è stata vinta dalla Langhiranese, per 5 reti a 2 contro il Castello, di Basilicagoiano.
A seguire podio per il Milan Club, che ha partecipato al torneo con due squadre e si è classificato terzo con la selezione Milan A, e quarto con il Milan B. Per Florio Manghi, presidente del Csi, l’unione fa la forza: «Abbiamo accolto la richiesta del gruppo giovani dell’Avis e abbiamo dato la nostra disponibilità a intitolare il torneo per attirare l’attenzione e sensibilizzare sulla donazione del sangue. L’Avis comunale di Parma ha realizzato le coppe e le medaglie. La collaborazione continuerà: questo è il primo torneo, poi ci sarà la pallavolo femminile e il calcio». «Siamo riconoscenti a Manghi - dice Doriano Campanini, presidente dell’Avis di Parma - già lo sport è un valore importante, se poi si coniuga con il valore del dono lo è ancora di più. Grazie a questa collaborazione abbiamo la possibilità di parlare con i genitori, e di sensibilizzare i futuri donatori».
Sul campo del palazzetto di Corcagnano si sfidano a calcio a cinque talenti giovanissimi, sono ragazzi nati nel 2001. «Per i ragazzi è una bella palestra, iniziano ora l’attività agonistica» dice Pietro Sutera, allenatore della Langhiranese, squadra campione provinciale e vincitrice del trofeo Avis. Alla cerimonia di consegna delle prime quattro squadre classificate era presente Elisa Bonacini, miss Avis Parma. Passare il testimone alle future generazioni è uno degli obiettivi dell’associazione: le donazioni sono infatti in aumento, ma cresce anche il fabbisogno dell’ospedale Maggiore di Parma.
«A livello di donazione di sangue il 2009 si è chiuso con una crescita del 5,5% - spiega ancora Campanini - il fatto che ci preoccupa è il costante aumento del fabbisogno di sangue negli ospedali. Nei primi mesi del 2010, per la prima volta dopo tanto tempo, il centro trasfusioni di Parma ha dovuto ricorrere all’esterno, attraverso la rete regionale, perché le richieste hanno superato le donazioni. Per questo cerchiamo sempre di più nuovi donatori. Uno dei nostri obiettivi principali è di sensibilizzare il mondo giovanile, per crescere ancora».
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