Asta di vini pregiati per aiutare la ricerca
Il vino, con tutte le sue sottese valenze simboliche, come viatico per la ricerca. Un binomio consolidato da anni grazie alla collaborazione tra la sede parmense dell’Airc e Luca Dallara titolare dell’azienda Bianco Rosso e Bollicine. Anche oggi, giovedì, (ore 18) al Best Western Hotel delle Rose di Monticelli Terme (via Montepelato Nord, 4) si ripete un rito che ormai da tempo ha avvicinato ulteriormente i parmigiani al mondo più che mai attivo della ricerca: l’asta annuale dei vini pregiati.
Verranno battuti lotti che rappresentano il meglio dell’enologia italiana ma non solo se pensiamo all’universo degli Champagne distribuiti dalla Moon Import (il classicissimo Philipponat), da Sostanza (l’emergente Pierre Moncuit), da Philarmonica (il mitico Ruinart). Ma il clou è l’Italia enoica, quella che conta. Solo a mo’ di esempio della ricchezza profferta iniziamo con il Piemonte di Giacomo Conterno, un’autentica leggenda di Barolo ora guidata da Roberto nipote del fondatore, che continua nel tempo l’interpretazione di quello che viene giustamente considerato il re dei vini qui con l’ottimo Barolo Cascina Francia 2005, vino di grandissima classe ed eleganza, ricco di profumi floreali, viola in primis, e note di goudron, tabacco, liquirizia. Arriviamo in Oltrepò Pavese con un’azienda relativamente giovane: La Tenuta Mazzolino, che l’enologo provenga dalla Borgogna lo si può comprendere dal vino che verrà battuto in asta, l’Oltrepò Pavese Pinot Nero Noir 2006, che spicca per i suoi profumi di frutti di bosco, cassis, liquirizia, spezie, note balsamiche.
Proseguiamo con la Toscana in questo caso con Castello di Rampolla Azienda di Panzano che conserva nel tempo uno stile personale e una grande attenzione alla qualità firmando da sempre vini di forte profondità espressiva, frutto di una terra di grandi vini capaci di lungo affinamento pur nel loro carattere complesso e austero. I fratelli Maurizia e Luca Di Napoli Rampolla hanno creato uno stile inconfondibile legato alla loro terra, che non manca certo al Sammarco 2000 proposto in asta.
Arriviamo al Sud con Feudi di San Gregorio, la dimostrazione che in un quarto di secolo si possono fare cose straordinarie anche in regioni apparentemente meno vocate come l’Irpinia: né è un esempio, il Serpico Irpinia Aglianico 2004, un vino che riesce ad abbinare potenza e mineralità. Quell’ingrediente indispensabile per fare un grande vino perché nasce direttamente dalla terra, una sorta di spinta verso l’alto per il vino che ben si addice a un evento che cerca di portare nuovi fondi a una ricerca che da anni fa passi significativi per rendere curabile quello che un tempo era incurabile come si evince dalla inesausta volontà di Bendetta Borrini consigliera Airc Parma: «Per me organizzare l’asta è una grande emozione perché mi fa rivivere i bei momenti di quando la organizzava mia madre: è bello come la lotta contro il cancro unisca la generosità di tante persone e a questo proposito ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto e che acquisteranno queste preziose bottiglie aiutando la ricerca ad andare avanti».
La beneficenza proseguirà anche nella cena che si svolgerà al termine dell’asta al ristorante del medesimo hotel. An. Gri.
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