In partenza tre volontari di Amurt
Partiranno sabato alla volta di Haiti per andare a documentare la situazione dell'isola devastata dal terremoto e il lavoro dei volontari nella difficile opera di ricostruzione. Sono tre operatori parmigiani di Amurt, l'associazione di volontariato internazionale che ha la propria sede italiana nella nostra città: il segretario generale di Amurt Italia Giacomo Boselli, la cineoperatrice Liliana Rabboni e il fotoreporter Erberto Zani. Insieme, una volta tornati in patria, si occuperanno di dare alle stampe un libro fotografico sulla loro esperienza ad Haiti, con allegato un video. «Il libro sarà realizzato da Erberto Zani - spiega Giacomo Boselli - e illustrerà attraverso l’immagine la situazione generale di Haiti, la condizione vulnerabile dei bambini e delle donne e il lavoro che Amurt sta facendo in collaborazione con altre organizzazioni non governative, a distanza di otto mesi dal terremoto. Inoltre Liliana Rabboni raccoglierà la voce, le parole dirette dei protagonisti della tragedia, che spiegheranno la loro condizione di vita e che cosa si aspettano dal futuro. Ora i media hanno dimenticato la tragedia di questo Paese e pochi ne parlano: vorremmo con questa pubblicazione portare una testimonianza, fare in modo che questo popolo non venga dimenticato». Il libro sarà in inglese e italiano e verrà distribuito in diverse parti del mondo dove Amurt Global è presente. «Per quanto riguarda Parma - ricorda Boselli - abbiamo ottenuto il patrocinio del Comune e della Provincia. Oltre alle vie normali, molte copie verranno distribuite nelle scuole per mostrare ai bambini realtà profondamente diverse dalla nostra. Inoltre varie ditte si sono impegnate a utilizzarlo come strenna natalizia. Ovviamente chi volesse collaborare alla diffusione del libro può mettersi in contatto con noi inviando un'e-mail a relief@amurt.it». Per ulteriori notizie: www.amurt.it. Non è la prima volta che i volontari parmigiani di Amurt vanno ad Haiti. La loro conoscenza del Paese caraibico risale a molti anni prima del terremoto: nella capitale l'associazione ha costruito una scuola, danneggiata dal recente sisma e già ristrutturata grazie proprio ai fondi raccolti nella nostra città. «Siamo stati la prima volta ad Haiti nel 2001 - ricorda Boselli -, lo scopo era quello di costruire una scuola, che avrebbe ospitato 400 bambini, a Delmas, quartiere molto povero di Port au Prince. La situazione sociale e ambientale era veramente critica. I bambini giocavano nelle strade ridotte a discariche. Questo popolo sfortunato ha vissuto diverse inondazioni e uragani fino all’arrivo del recente terremoto, che ha distrutto la capitale e ucciso 250 mila persone».
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