Terremoti: il geologo Valentino Straser, protagonista in India
Il geologo parmigiano Valentino Straser sarà fra i protagonisti della Conferenza internazionale «Earth Dynamics – Perceptions and Deadlocks» che si svolgerà dal 21 al 25 settembre a Vivekananda Kedra, nei pressi di Kanyakumari, nella regione Tamil Nadu, del Sud dell’India.
La conferenza scientifica, organizzata dall’associazione indiana Transect, vedrà a confronto alcuni fra i maggiori scienziati di fama internazionale e del mondo accademico, chiamati per fare il punto sullo stato della ricerca sulla dinamica terrestre, i terremoti e il clima. Straser, nel congresso indiano terrà due conferenze: la prima nella sessione dedicata ai terremoti e agli tsunami, e la seconda nella sessione speciale riservata ai cicli solari e alle loro influenze sulla sismicità globale e ai cambiamenti climatici.
Il geologo parmigiano, che da diversi anni svolge ricerche sui terremoti, presenterà, per la prima volta alla comunità scientifica internazionale, una nuova classe di precursori sismici, basati sulle interferenze elettromagnetiche che normalmente si manifestano prima di forti terremoti, come ad esempio quello disastroso del Giappone avvenuto l’11 marzo scorso. Quello dei precursori sismici costituisce ormai da diversi anni uno dei temi controversi del mondo scientifico perché, per essere sperimentati, necessitano di una costante ripetitività e affidabilità strumentale in più parti del mondo.
La partecipazione alla conferenza internazionale del geologo parmigiano è sponsorizzata dall’azienda parmigiana «AB Global Service», interessata, soprattutto, alle novità scientifiche sul fronte dei cambiamenti climatici e dei mutamenti ambientali in corso, occupandosi di tematiche ecologiche.
Per una programmazione efficace dell’attività aziendale a breve e a medio termine, soprattutto in ambito ecologico, spiega Luca Accorsi, vicepresidente di AB Global Service, è necessario tener conto di tutti i parametri ambientali e, fra questi il clima. Gli studi di Valentino Straser e, soprattutto, le novità scientifiche che emergeranno dalla conferenza di Kanyakumari, vanno in questa direzione.
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