Il ragazzino pestato dai "bulli" - La madre:"Chi sa deve parlare"
I tre pestaggi denunciati pubblicamente da una mamma di cui è stato vittima il figlio undicenne hanno scosso tutto il paese di Medesano. La mamma asseriva che i problemi, che si verificano alla scuola media e sul pullman della Tep, sono stati denunciati con una lettera la prima volta l’11 e poi il 23 novembre scorso da alcuni genitori e rappresentanti di classe. Un elenco di situazioni preoccupanti con indicati anche i punti di criticità del trasporto scolastico. Il ragazzino è stato picchiato sul pullman scolastico della Tep che da Medesano va fino a Sant'Andrea Bagni. In dicembre, per un pestaggio, è stato ricoverato per cinque giorni in Pediatria e poi seguito da uno psicologo. In seguito è stato afferrato per il collo e infine, venerdì scorso, preso a calci. Autori cinque coetanei extracomunitari.
«Mio figlio ha paura e non vuole più andare a scuola racconta la mamma . Mi preoccupa che i problemi psicologici che si è ritrovato dopo le tre aggressioni si aggravino ulteriormente. E. vorrei fare un appello: chi sa parli per evitare che altri ne siano coinvolti».
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La vicenda (10-2-2010)
Un ragazzino di undici anni non va a scuola da venerdì, perchè, secondo il drammatico racconto della madre, viene regolarmente picchiato, sia davanti all'edificio che sul pullman del trasporto scolastico. Gli atti di bullismo sarebbero iniziati a novembre, ai danni anche di altri alunni della scuola media di Medesano.
A dicembre, lo studente della classe prima è stato pestato duramente e aggredito da altri ragazzi. E' stato ricoverato in Pediatria per cinque giorni e poi è stato seguito da una psicologa. In gennaio è stato preso per il collo sull'autobus. Venerdì scorso è stato preso a calci. Da qui, la decisione della madre di non mandarlo più a scuola, fintanto che la situazione non sarà rientrata nella normalità. «Il bambino dice la mamma ha paura a salire sull'autobus e di incontrare chi lo picchia, gli sputa in faccia e lo minaccia di angherie». Altri studenti potrebbero seguirlo.
I «bulli» sarebbero un gruppetto di cinque ragazzini extracomunitari, di cui due più determinati degli altri.
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