Parma lascia Matilde di Canossa ai reggiani
I Comuni di Neviano, Palanzano, Lesignano e la Comunità montana est nei prossimi mesi potrebbero uscire dal capitale della società di promozione Matilde di Canossa Spa. La Provincia di Reggio prosegue con il progetto di acquisire quote e guidare la gestione della Spa. Il consiglio d'amministrazione si è già detto d'accordo; resta da convocare l'assemblea dei soci.
Lo conferma Mario Rinaldi, rappresentante parmense nel cda di Matilde di Canossa Spa. La discussione è agli inizi e per arrivare a un'eventuale cessione delle quote servirà tempo. Da stabilire anche gli importi. La società possiede un'ex porcilaia a Canossa (da abbattere) e il convento di Montefalcone. Varrebbe almeno 5 milioni di euro, ma servirà una valutazione aggiornata.
Giordano Bricoli, sindaco di Neviano e presidente della Comunità montana Est, dice che «non è escluso il nostro assenso alla cessione delle nostre quote alla Provincia di Reggio», anche se aspetta che siano fatti i passi formali. «Sul tema Matilde di Canossa, se si volesse fare una politica di carattere più turistico, bisognerebbe fare ragionamenti al di là della Spa. A Sasso abbiamo fatto manifestazioni, ad esempio. Se in futuro ci saranno iniziative che riguardi tutta l'area delle Terre Matildiche, noi siamo disponibili. Sia come Comune di Neviano, sia come Comunità montana siamo aperti a proposte per la promozione del territorio attraverso il tema matildico».
Finora una grande attenzione da parte del sistema-Parma non c'è stata, secondo Mario Rinaldi. I turisti che vanno a Canossa però non sempre si spostano nel Parmense. Questo per Rinaldi è un rammarico. «Anche da parte della società matildica ci sono stati limiti, tant'è che adesso punta tutto su Montefalcone - dice Rinaldi -. La Provincia di Reggio, che ha già la maggioranza, acquisterebbe di fatto la società e la trasformerebbe in associazione. I Comuni del Parmense dovrebbero cedere le quote, essendo rimborsati di un investimento che nel 1988 era di 30 milioni di lire a socio. Sul tema matildico i parmensi si sono un po' defilati e la Val d'Enza è rimasta a margine».
A Reggio invece si punta in maniera crescente sul turismo matildico. Nel 2008 è stata realizzata una grande mostra, in collaborazione con Mantova. Il castello di Canossa ha avuto 40mila visitatori l'anno scorso, di cui circa 6.800 si sono fermati all'info-point gestito dall'operatore privato «Andare a Canossa». Due terzi dei turisti di Canossa sono italiani (visitatori occasionali, gruppi, scolaresche), ma c'è interesse anche da parte degli stranieri. Non solo turisti tedeschi e francesi: arrivano da Usa, Russia, Giappone e anche Cina e India.
Nel Bolognese, il paese di Monteveglio vuole avere lo status di «Terre Matildiche», che potrebbe dare accesso anche a finanziamenti della Regione.
In Parlamento, inoltre, è stata presentata una proposta di legge (ora al vaglio della Commissione) per iniziative culturali e restauri a Canossa e nei paesi vicini del Reggiano. Il testo presentato prevede una gestione congiunta di governo, enti locali del Reggiano e Diocesi, con finanziamenti totali per 4,5 milioni di euro in fino a 2014. Nel 2015 infatti saranno passati 900 anni dalla morte di Matilde: una celebrazione sfruttabile dal punto di vista turistico, oltretutto in concomitanza con l'Expo.
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