Paolo Panni
A scuola si annoiavano e così l’hanno incendiata. Questa l’ennesima storia di ragazzi allo sbando, non seguiti a dovere dalle loro famiglie, che occupano il loro tempo libero danneggiando e compiendo reati. Quello che è successo a due passi dal Parmense, Gussola, piccolo centro rivierasco cremonese a due passi da Casalmaggiore, ha davvero dell’incredibile. Pochi giorni fa, la scuola media "A. Roncalli" è stata data alle fiamme. I carabinieri della compagnia di Casalmaggiore, agli ordini del capitano parmense "d’adozione" Luigi Regni, in poco più di 24 ore hanno smascherato i piromani colpevoli del disastro. Un’indagine che ha portato agli sviluppi che tutti sospettavano ma che nessuno avrebbe mai voluto sentire. A dar fuoco alla scuola, oggi inagibile, sono stati tre minorenni che la frequentavano. Un terzetto di bulli in età compresa fra i 14 ed i 16 anni con una lunga storia, alle spalle, di bocciature, bullismo, reati di vario genere, compiuti anche ai danni di loro coetanei e di ragazzi più giovani. Una "carriera" la loro, tutt’altro che promettente, arrivata ora a questo incredibile fatto. Tutti devono rispondere, chi più e chi meno, di danneggiamento ed incendio doloso. Per nessuno di loro si sono aperte, per il momento, le porte del carcere minorile (aspetto, questo, che è stato colto con grande disappunto da una larga fetta di popolazione) ed anzi, uno dei tre, anche questa mattina si è presentato regolarmente a scuola, vantandosi di quanto fatto, ridacchiando in faccia ai carabinieri, alla preside ed a chiunque gli facesse domande. Fatti, questi, che si commentano ampiamente da soli. E che ancora una volta dimostrano quanto siano alla deriva valori che un tempo erano alla base del vivere civile. Per i tre, come ha già garantito la preside, scatteranno 15 giorni di sospensione (il massimo previsto) e, in accordo con l’amministrazione comunale del borgo adagiato sulle rive del Po, si cercherà di far sì che i tre ragazzi, durante il periodo di sospensione, siano impegnati in lavori socialmente utile. Con la speranza che non ne combinino un’altra delle loro: e viste le premesse c’è poco da star tranquilli. Lo stesso capitano Regni, di fronte all’esito delle indagini (compiute interrogando tutte le persone che potevano essere informate sui fatti, osservando i comportamenti dei ragazzi e ponendo subito i "riflettori" sui "soliti noti") non ha nascosto tutta la sua amarezza, soprattutto davanti a chi, con le spalle al muro, continuava a trovare divertente l’accaduto. E, fra i genitori e le autorità di Gussola c’è chi non ha esitato a definire "pericolosi" i tre bulli ricordando anche i comportamenti tenuti in giro per il paese. E mentre l’attività scolastica, per ora, è stata trasferita in un centro vicino, ci si continua ad interrogare su quanto accaduto. Fra l’altro, aspetto non di poco conto, nel corso delle indagini, a casa di uno dei tre e di una terza persona coinvolta, un 25enne albanese, sono stati ritrovati alcuni computer rubati nei giorni precedenti, oltre alle chiavi della palestra e di alcuni laboratori.
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