Riforma scolastica: per il Solari cambia il nome, non la sostanza
Mariachiara Illica Magrini
La riforma scolastica porta un restyling anche al Solari che, a partire dall’anno scolastico 2010/2011, diventa istituto professionale «Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale».
Una nuova denominazione che segue le indicazioni fornite dalla legge e che vedrà un’offerta riadeguata agli standard previsti, ma mantenendo pressoché invariata la formula già messa in campo con successo da anni.
Resta infatti il diploma (che ora diventerà di «tecnico dell’agricoltura e dello sviluppo rurale») del quinto anno, resta la possibilità di ottenere qualifiche professionali alla fine del terzo anno e in più, con buona probabilità, all’offerta si aggiungerà un corso serale per adulti. Su questa proposta - già formalizzata dall’istituto - si attende ora il pronunciamento dell’Ufficio Scolastico Provinciale che dovrebbe giungere a breve.
«Il tecnico per l’agricoltura e lo sviluppo rurale - ha spiegato la vice preside del Solari Maura Dondi - ha competenze sia nella valorizzazione, produzione e commercializzazione dei prodotti agrari, sia nella salvaguardia e tutela del territorio». Il percorso per giungere al diploma si articolerà in due bienni e un quinto anno.
«Il primo biennio - ha proseguito - consente di acquisire le competenze di base, mentre il secondo biennio e l’ultimo anno consentono di ottenere il diploma idoneo per l’accesso oltre che al mondo del lavoro, anche alla formazione tecnica superiore o all’università». «E' importante sottolineare - ha aggiunto - che il Solari nell’ambito della flessibilità concessa dalla legge proseguirà nell’offerta di percorsi professionalizzanti che consentiranno di ottenere diplomi di qualifica al terzo anno di studio. Quindi per gli studenti sarà possibile scegliere di continuare fino al quinto anno, oppure di inserirsi nel mondo del lavoro con la qualifica ottenuta nel terzo». E riguardo alle attività comprese nell’offerta formativa la Dondi ha chiarito che, tra le altre, sono previste «azioni di accoglienza ed orientamento per inserire i ragazzi e sostenere la motivazione allo studio, corsi di italiano per stranieri, viaggi di istruzione, percorsi didattici legati al territorio in collaborazione con enti e associazioni e alternanza scuola-lavoro».