Sclerosi multipla, l'ora della speranza. Marisa: proverò il metodo Zamboni
Loretta Gregori
C'è anche una donna di Salso tra i tanti malati di sclerosi multipla che hanno riacquistato la speranza di poter migliorare le proprie condizioni di salute grazie al metodo del dottor Zamboni, di Ferrara, che sta sperimentando una nuova terapia. Marisa Arduini, dopo 42 anni di lento progredire della sua malattia che l’ha colpita a vent'anni ed oggi l’ha costretta su una sedia a rotelle, ha un nuovo futuro davanti a sé. Ma molte difficoltà. Per l’intervento di angioplastica a cui deve essere sottoposta, secondo la teoria che la sclerosi multipla sia malattia venosa e non neurologica, dovrà recarsi all’ospedale “Cannizzaro” di Catania, dal dottor Cacciaguerra.
Marisa ha avuto il contatto da una parente di una cliente calabrese del suo albergo, il «Principe» di Viale Romagnosi, che si è sottoposta all’operazione a settembre e che sta molto meglio.
«Questa ragazza, insieme ad amici siciliani conosciuti su Facebook, anche loro malati di sclerosi multipla - racconta Marisa - ha sollecitato il medico siciliano ad interessarsi del metodo del dottor Zamboni. Questo ha seguito un corso a Ferrara, dopo di che ha iniziato ad operare a Catania».
La quarantenne calabrese le ha raccontato di aver migliorato i suoi problemi di spasticità e di sentirsi meno stanca. «Al punto in cui sono - prosegue Marisa - non spero di guarire ma anche un lieve miglioramento o il fermare la malattia per me sarebbe importantissimo». La prima volta che Marisa ha sentito parlare del metodo Zamboni è stato a marzo, guardando un servizio del Tg3. Sul momento non ha voluto illudersi e si è rivolta ad uno specialista dell’ospedale di Vaio che le ha suggerito di attendere la fine della sperimentazione. Da quel momento, tuttavia, è stata un’esplosione di notizie. Ha deciso quindi di sottoporsi, a Trento, all’ecocolordoppler dei vasi epiaortici, esame indispensabili per essere messi in lista d’attesa per l’operazione. In attesa della risposta ha telefonato all’ospedale di Catania. Dopo 10 giorni di tentativi, il 25 ottobre è riuscita a prendere la linea ma le è stato risposto di riprovare a metà dicembre perchè al momento non è possibile fissare un appuntamento. Ha davanti un mese che sfrutterà andando alla ricerca di altri posti in cui le diano una risposta più celere e che oggi, tramite le pagine della Gazzetta, vuole utilizzare per fare un appello al ministro della salute, Ferruccio Fazio, perchè apra la sperimentazione, ed al presidente della Regione, Vasco Errani, affinchè si adoperi perchè anche chi vive in Emilia-Romagna possa sottoporsi all’intervento di angioplastica alle giugulari, gratuitamente e vicino a casa.
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