Reggio Emilia: Assist lancia nuovi progetti, sostiene la ricerca e premia il Nac di Parma
di Andrea Violi
Dallo sport alla lotta contro il falso Made in Italy. Il gruppo Assist di San Polo d’Enza ha lanciato il progetto «True Italian», per studiare una tecnologia in grado di rivelare ai consumatori in tempo reale, attraverso il cellulare, se quello che stanno per acquistare è veramente un prodotto italiano. Nell’ambito di questo progetto, Assistgroup ha creato un premio, che d’ora in poi ogni anno sarà destinato a persone o istituzioni distintesi nella battaglia a difesa del Made in Italy nel mondo. Il riconoscimento è stato assegnato al Nucleo Antifrodi Carabinieri (Nac) di Parma.
Il premio è stato ritirato ieri dal comandante del Nac, il tenente Marco Uguzzoni, durante una serata di beneficenza alla cantina Albinea Canali, con la quale il gruppo Assist di San Polo d’Enza ha raccolto 30mila euro per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, il cui vicepresidente è Matteo Marzotto. C’era anche un tavolo di ospiti sportivi: Jury Chechi, Simone Raineri (canottaggio) e Salvatore Loria (karate), il campione di ciclismo Adriano Malori e Ferdinando Benedini (motocross).
Altre notizie sulla serata nell’articolo sulla Gazzetta di Parma in edicola domani
La cena di beneficenza, curata dallo staff dei fratelli Spigaroli di Polesine, era a base di prodotti tipici: fra gli altri prosciutto di Parma, culatello di Zibello, erbazzone, tortelli di erbette e di zucca. Gli Spigaroli di recente hanno conquistato una stella della Michelin, che ha pubblicato l’edizione 2011 della sua prestigiosa guida. E adesso? «Il segreto è continuare con il proprio lavoro, a prescindere dalla stella - spiega Luciano Spigaroli a margine della serata -. Non bisogna “sedersi” perché ci si sente arrivati, né mettersi a pensare se si è degni di una o più stelle. Noi portiamo avanti il nostro progetto e da sempre abbiamo la fissa di migliorare. Forse deriva dalla mentalità agricola delle nostre zone».
Una mentalità che Spigaroli ha ricordato anche durante una tavola rotonda sull’agropirateria, dove ha parlato del culatello di Zibello; c’erano anche il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Giuseppe Alai e i presidenti dei Consorzi dell’Aceto Balsamico Igp (Cesare Mazzetti) e del Balsamico tradizionale di Modena Dop (Enrico Corsini). I prodotti alimentari italiani “taroccati” hanno successo all’estero - è stato sottolineato - perché manca la consapevolezza del consumatore. L’occhio non è allenato a riconoscere i prodotti Dop e Ipg originali. All’estero si può cadere facilmente nei “tranelli” di chi vende falsi. Così il «Parmetta» o il «Parmonia» sono scambiati per Parmigiano Reggiano.
Cosa chiedono i Consorzi alla politica? Spigaroli è netto: «Mio padre diceva: “Non chiedere mai alla politica. Cerca di dimostrare come privato che puoi fare qualcosa di importante e sarà la politica a venire a cercarti”. Il culatello stava sparendo: si sono messi insieme 8 agricoltori. Ci siamo associati e in poco tempo abbiamo avuto la Dop e alla fine la politica è venuta a cercarci». I rappresentanti degli altri Consorzi hanno sottolineato invece che il mondo politico in Italia dovrebbe fare più azione di «lobby» in senso positivo, cioè fare squadra e dotarsi di funzionari altamente qualificati per combattere contro gli altri Paesi dove, come dice Corsini, «ci sono dei veri cannibali».
(foto: Lorenzo Dallari di SkySport intervista il comandante del Nac di Parma, tenente Marco Uguzzoni)
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