Francesco Saccardin
E dopo la prima, quella del 2009, Varsi e il monte Barigazzo hanno ospitato nuovamente una marcia storica, che ha rievocato la caccia e il trasporto di cibo del '300 avanti Cristo. Un tuffo nel passato durato due giorni (sabato e domenica scorsi) a cui hanno preso parte ben 5 associazioni culturali tutti provenienti da tutta Italia: oltre al Popolo di Brig della Brianza, Kenomanes Ambatii di Verona, Suliis as Torc di Vicenza, Touta Argantia di Ferrara e Teuta Adui della zona dell’Adda.
La scelta di Varsi è stata dettata, oggi come allora, da un preciso motivo: in primis la rilevanza storica del luogo, lungo l’antico tracciato della via Francigena, quindi l’attenzione e l’interesse dimostrato dall’Amministrazione che già due anni fa aveva ospitato una manifestazione analoga.
Articolato il programma della due giorni: sabato si è tenuta una ricognizione ad anello sulla cima del monte Barigazzo con allestimento bivacchi, accensione fuochi, e preparazione di diversi tipi di giaciglio con notte all’aperto, quindi, la domenica, caccia divisa in gruppi per seguire le tracce degli animali e posizionare trappole per piccoli mammiferi. Sono stati raccolti dati sul trasporto di diversi materiali inclusa l’acqua, accensione del fuoco, i bivacchi, le diverse tipologie calzature e le armi con brainstorming finale sulle esperienze dei singoli. I partecipanti, in tutto una ventina, erano vestiti ed equipaggiati come uomini del 300 avanti Cristo. Una passione, la loro, che uno degli organizzatori, appartenente al Popolo di Brig ma parmense doc, Andrea Guareschi, prova a spiegare: «Alla base di tutto c'è un forte interesse per le tradizioni e soprattutto le nostre radici. Poi c'è un motivo scientifico: l’archeologia sperimentale, perché di questo si tratta, nacque in Inghilterra negli anni Sessanta, quando furono ricreate con materiali usati all’epoca alcune capanne dei Celti. Ebbene, grazie a quelle riproduzioni oggi conosciamo con quali modalità architettoniche l’antico popolo germanico edificava le proprie abitazioni». Non solo storia e cultura e interesse scientifico, in ogni caso: chi affronta decine e decine di chilometri per affrontare prove anche molto dure - nel 2009 la prima marcia dovette fare i conti con una pioggia battente che non concesse tregua - è di certo persona innamorata della storia. Basta d’altro canto dare un’occhiata al calendario che il gruppo di Brig ha nelle prossime settimane per capirlo fino in fondo: il 14 maggio è di scena in Val Tidone per la serata dei musei aperti, a fine maggio a Roma nella Basilica di San Paolo si esibisce in una rievocazione della Seconda Guerra Puniche e successivamente sarà in Austria, vicino alla città di Salisburgo per un’altra celebrazione delle antiche lotte dei popoli barbarici. La prossima marcia sarà a monte Bibele, presso Monterenzio, nel Bolognese l'11 e il 12 giugno.
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