La multiutility Iren ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile netto di 96,3 milioni di euro, in calo rispetto ai 104,5 milioni dello stesso periodo del 2010.
Al netto degli effetti fiscali non ricorrenti di cui ha beneficiato il risultato dello scorso anno, i profitti hanno registrato una crescita del 3%. I ricavi, si legge in una nota, registrano uno flessione del 3,6%, a 1.686,1 milioni, mentre migliorano i margini: il margine operativo lordo (ebitda) è salito dell’1,1% a 326,6 milioni mentre il risultato operativo è cresciuto del 4,7% a 194,2 milioni.
Lo scenario di mercato - rileva Iren - presenta ancora una consistente sovra-capacità nella produzione energetica, mentre sul fronte dei consumi si registra una lieve ripresa della domanda di energia elettrica (+2%), che tuttavia rimane ancora al di sotto dei livelli del 2008, ed una riduzione della domanda nazionale di gas (- 5%).
«Nonostante uno scenario non favorevole ed instabile - si legge nella nota -, il Gruppo Iren registra anche nel primo semestre 2011 una crescita degli indicatori di redditività, confermando la solidità del proprio portafoglio di business che continua ad assicurare un contenuto profilo di rischio».
La flessione dei ricavi, principalmente legata alla riduzione della compravendita di energia elettrica in borsa e ai minori quantitativi di gas venduti, non ha avuto effetti sulla marginalità. La crescita dell’ebitda ha beneficiato delle performance delle aree di business mercato, infrastrutture energetiche e servizio idrico integrato che compensano il calo registrato nella generazione elettrica e calore.
In significativo aumento l’indebitamento finanziario, salito nei primi sei mesi dell’anno da 2.260 a 2.563 milioni, comunque «ai livelli previsti in relazione allo sviluppo del piano industriale», a fronte di investimenti netti del periodo per 237,4 milioni (228,6 milioni nel primo semestre 2010).
Nel proseguo dell’anno Iren «prevede un consolidamento nella crescita delle attività per effetto della progressiva contribuzione degli investimenti realizzati», tra cui la centrale di cogenerazione di Torino, in grado di fornire calore a circa 180.000 abitanti, che entrerà in funzione nell’ultimo trimestre dell’anno.
Per quanto riguarda il termovalorizzatore di Parma, oggetto di un’ordinanza di sospensione dei lavori da parte del Comune, Iren «nella piena convinzione della legittimità del proprio operato, ha avviato e avvierà tutte le azioni necessarie a tutelare la propria immagine e i propri interessi, anche in termini di danni economici».
Per effetto della Robin Hood Tax, Iren stima infine un aumento del tax rate 2011 compreso tra l’1,5 e il 3%.
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