Salta il contributo di solidarietà
Salta il contributo di solidarietà, che rimane solo per i parlamentari. Saranno «ammorbiditi», di circa due miliardi, i tagli a Comuni, Regioni e Province, mentre per la loro soppressione (con conferimento delle competenze alle Regioni), così come per il dimezzamento di deputati e senatori, si rimanda a un intervento «di natura costituzionale». Nessun aumento dell’Iva e mano al capitolo pensioni. Sono alcuni dei punti su cui la maggioranza ha «trovato la quadra» dopo il vertice di Arcore.
Pensioni, si interverrà solo sul calcolo degli anni per raggiungere il congedo dal lavoro: non sarà più possibile, infatti, per raggiungere l’anzianità di servizio, «riscattare» il servizio militare o gli anni dell’Università, anche se verranno comunque computati per il calcolo della pensione. Stando alle prime stime, solo sullo stop per l’anno di militare, si potrebbe ricavare circa 1-1,5 miliardi di euro.
Le altre risorse per alleggerire i tagli agli enti locali dovrebbero arrivare da «maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all’evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate». In sostanza, i tagli saranno comunque praticamente «dimezzati» perchè bisogna considerare anche «il miliardo» di proventi della Robin Hood Tax (la metà di quelli previsti, perchè l’altra andrà ai ministeri) già destinato in manovra alle amministrazioni locali, e pure, «il recupero dell’evasione fiscale» che ora i Comuni che collaborano alla lotta all’evasione percepiranno «al 100% (e non più al 50%)».
Tra le misure anche la «tassa sull'evasione», che consentirà di eliminare la «supertassa», attraverso «la nostra norma – spiega il ministro per la Semplificazione Calderoli – contro le società di comodo e i trust utilizzati per evadere le tasse», quelle che da Palazzo Chigi vengono definite «nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l'abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive». A concorrere all’addio al contributo ci saranno anche, però, la «riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative».
Non ci saranno, almeno per il momento, ritocchi dell’Iva. «Salvi» anche i piccoli Comuni, che dovranno procedere all’obbligo dell’accorpamento dei servizi solo a partire dal 2013, ma manterranno i loro consigli comunali, seppur con meno componenti e senza «gettone di presenza».
Inserisci il tuo commento