Chiara De Carli
Il settore dell’agricoltura, a Parma, sembra non essere ancora particolarmente attrattivo per i giovani. Se è vero che l’ultimo censimento dell’agricoltura ha evidenziato una crescita, in percentuale, delle aziende con conduttori di età inferiore ai 55 anni (dal 31,23% del rilevamento del 2000 al 33,7% registrato nel 2010), il dettaglio dei dati relativi all’età dei conduttori vede ancora la netta predominanza di conduttori con età superiori.
L'età dei conduttori
Nel 2010, infatti, gli «over 55» erano il doppio degli «under 55»: 4.625 sul totale di 6.978 aziende presenti. L'innalzamento dell’età dei conduttori è sottolineato anche dai dati relativi alle fasce d’età «fino a 39 anni», «tra 40 e 64» e «oltre 65»: ad un calo nella prima (dal 9,38% dei conduttori nel 2000 passano all’8,10% nel 2010) corrisponde un aumento dell'1,07% nella seconda (dal 45,98 al 47,05%) e dello 0,23% nella terza (da 44,62 a 44,85%).
L’elevato livello di senilizzazione è confermato sia dall’aumento della quota di conduttori con più di 70 anni (+2,9% rispetto al 2000) sia dalla distribuzione media per età che rispetto all’andamento nazionale, in cui si registra un abbassamento della classe di età media (dalla classe 60-64 anni a quella 55-59), è rimasta sostanzialmente stabile nel corso del decennio.
I capiazienda
Il dato che fa trasparire maggiormente una sorta di patriarcato nella gestione delle aziende agricole è quello relativo ai capiazienda, dove emerge che quelli di età superiore ai 65 sono ben il 42,89% del totale (dieci anni prima erano il 42,97%). Gli ultrasettantacinquenni sfiorano il 20%: 19,87 contro il 16,96% di dieci anni prima.
L'istruzione
Il Censimento del 2010 evidenzia un innalzamento del livello di istruzione dei capiazienda rispetto al 2000. Si riduce decisamente (-87,91%) la quota di chi non possiede alcun titolo di studio e aumentano le quote relative ad altri titoli di studio posseduti, specialmente la licenza di scuola media inferiore (+40,73%). Oggi i due terzi dei titolari non arriva comunque oltre la licenza di scuola media inferiore (nel 2000 erano il 52,1%, ma il 38 per cento non andava oltre la licenza media), mentre circa il 6,7% dei conduttori ha conseguito la laurea (nel 2000 erano solo il 3,6%). In considerazione dell'età, il titolo di studio ancora più frequente è la licenza elementare (36,7%), mentre il diploma di scuola media inferiore è il titolo massimo del 29,9% dei soggetti. Risultano in possesso di un diploma di scuola media superiore il 27,4% dei capiazienda (il 4% ad indirizzo agrario). Sebbene il 6,7% dei conduttori sia laureato, soltanto lo 1,2% ha conseguito una laurea ad indirizzo agrario.
Nonostante l’aumento medio del livello di istruzione degli agricoltori sia evidente, permane un’elevata percentuale di capiazienda (68%) con un titolo di studio che non va oltre la media inferiore.
Conduzione al femminile
Infine, dai dati sull’analisi di genere dei conduttori si nota principalmente che, nell’ultimo decennio, la diminuzione delle aziende a conduzione femminile (-27,92%) è stata minore rispetto alla diminuzione di quelle a conduzione maschile (-34,31%). Ciò determina un aumento della «quota rosa» in agricoltura dal 21,8% del 2000 al 23,5% del 2010.
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