02/02/2012 -

Economia


Monti ai giovani: "Non contate più sul posto fisso"

«Non è un tabù. L’articolo 18 può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia». Insomma, senza riforma del lavoro gli sforzi del governo per rilanciare il Paese rischiano di rimanere incompleti e questo Mario Monti vuole assolutamente evitarlo. Così il premier, prima al Tg5 e poi a Matrix, si rivolge direttamente ai cittadini per annunciare l’intenzione di mettere mano alla politica del lavoro, anche a costo di dover intervenire sulle regole di licenziamento. Sì, perché l’articolo 18 per il premier ha determinato «un terribile apartheid nel mercato del lavoro tra chi è già dentro e chi, giovane, fa fatica ad entrare». I giovani però devono «abituarsi all’idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia. E' bello cambiare e accettare delle sfide».
La linea dell’esecutivo è non aprire «tout court» alla concertazione con i sindacati, che d’altronde escludono qualsiasi ipotesi di modifica dell’articolo 18. Ma va avviato un confronto «in tempi brevi». Insomma, sì al dialogo ma su tutto. L’intenzione è chiudere in una sessantina di giorni per dare una «svolta» al Paese e far ripartire la crescita.
Per Monti alcune eredità del passato, infatti, rischiano di imbrigliare l’Italia, penalizzando proprio i giovani. Per creare spazio occorre però spingere ancora sulle liberalizzazioni perché – avvisa il premier – «se prevarranno le resistenze corporative, gli italiani devono sapere che i tassi di interesse non solo non scendono, ma ritorneranno verso l’alto».
Il capo del governo parla direttamente agli italiani anche per illustrare l’accordo fiscale di Bruxelles. Il vincolo del debito – spiega – «certamente è severo ma non impossibile se saremo capaci di tornare a far crescere di più il Paese». Crescita alla quale sono chiamati tutti a contribuire: «L'Italia dispone di capitale pubblico – sottolinea Monti – ma dispone di grande capitale umano che non sempre è stato valorizzato». L’idea è sempre quella di aprire il mercato del lavoro e insistere sulle liberalizzazioni. Quanto alle privatizzazioni, di cui molto si è discusso in questi giorni, il capo del governo rimarca che sono solo «una possibilità»:  «Il governo non ha messo come priorità le privatizzazioni - precisa - anche perché nel passato si è stati costretti a privatizzazioni non sempre fatte nel modo migliore».
Se da un lato «avverte» le parti sociali e dall’altro chiede un cambio di passo agli italiani, Monti non dimentica però di rivolgersi anche ai suoi più stretti interlocutori: i partiti politici che lo sostengono. E non a caso spiega che per lui «nel 2013 si chiude una parentesi» rivolgendo un nuovo e deciso apprezzamento a Silvio Berlusconi e al suo aperto sostegno al governo. «L’appoggio che di dà Berlusconi sia fondamentale».
 







Lo dica anche alle sue amiche Banche che i giovani non possono avre un lavoro continuo. Le banche ai giovani non danno il mutuo per la casa e altro se non hai il osto fisso. Come ...
inviato da Gio il 03/02/2012 alle 14:47
Cambiare per volontà propria e non per la speculazione di pseudo imprenditori. CI DICA MONTI E SUO FIGLIO CHE non è più in Parmalat ORA DOVE LAVPORA ? lA COINCIDENZA STRANA è ...
inviato da Gio il 03/02/2012 alle 14:45
Ma la noia del posto fisso la estendiamo anche alla pubblica amministrazione, comprese forze dell 'ordine magistratura e che so' dipendenti di camera e senato ? Beh allora si puo' ...
inviato da massimo il 03/02/2012 alle 11:56
Monti fa bene a ragionare insieme ai suoi eccellenti ministri sul posto fisso, ma forse dimentica che anche lui ha il posto fisso alla Bocconi, al Senato e a vita con uno stipendio ...
inviato da iena il 03/02/2012 alle 11:26
che bello vedere tante persone tutti d'accordo sullo stesso argomento... ma io mi chiedo.. se passassimo dalle parole ai fatti??? Monti... caro monti, mi sa che se ci togli anche ...
inviato da PRAMZAN il 03/02/2012 alle 11:03

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