BOLOGNA - I dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane relativi al terzo trimestre del 2011 presentano ancora risultati positivi per quelle emiliano-romagnole: 12.067 milioni di euro, con un aumento del 9,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta, però, di una variazione a una cifra e sensibilmente inferiore a quella messa a segno nei due trimestri precedenti, quando la crescita era stata del 19,2% e del 14,7%. E’ quanto evidenzia una elaborazione dell’area studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna che sottolinea come il risultato sia analogo a quello riferito all'export nazionale, che segna un aumento del 9,6%.
I settori
I risultati positivi arrivano dai “mezzi di trasporto” (+18,8%), “macchinari e apparecchiature” (+17,3%) e “tessile, abbigliamento, cuoio e calzature” (+15,3%). Buona anche la crescita delle esportazioni dell’industria “alimentare e delle bevande” (+11,6%). I primi due settori hanno messo a segno incrementi delle vendite all’estero notevolmente superiori a quelli conseguiti dagli stessi a livello nazionale. Grazie a questi successi, però, le esportazioni regionali corrono il rischio di caratterizzarsi secon-
do una “monocultura” meccanica”.
Per la prima volta dal primo trimestre 2010, alcuni settori hanno registrato una diminuzione delle esportazioni: le flessioni sono marcate per l’agricoltura silvicoltura e pesca (-9,1%), i “prodotti di minerali non metalliferi” (-8,9%) e l’aggregato “apparecchiature elettriche, non elettriche per uso domestico, elettronica, ottica, elettromedicale” (-7,2%).
Le destinazioni
L’export rivolto ai mercati europei, pari al 66,5 % del totale, è cresciuto (+12,2%) più del complesso delle esportazioni. In Russia e Turchia gli aumenti sono stati del 21% e del 38,2 %. Le export nell'Ue, pari al 55% del totale, mostra una minore dinamica (+10,6%). Sui mercati americani le esportazioni regionali segnano un +8,3 %, mentre nei mercati asiatici è stata ancora minore (+4,6%), ad essi è stato indirizzato il 16,5% delle esportazioni.
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